Descrizione
È stato siglato oggi, 1° luglio 2026, presso la sede dell'ARAN, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2025-2027 (parte economica) relativo al Comparto Istruzione e Ricerca. La firma definitiva, avvenuta alle ore 15, riguarda circa 1,2 milioni di lavoratori impiegati in scuole, università, enti pubblici di ricerca e istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica).
Come già avvenuto per l'ipotesi di accordo sottoscritta lo scorso 1° aprile, anche il contratto definitivo è stato approvato all'unanimità, con la firma del Presidente dell'ARAN Antonio Naddeo e dei rappresentanti di tutte le sigle sindacali rappresentative del settore.
Tre contratti in cinque anni: un'inversione di tendenza
La firma odierna porta a tre il numero di CCNL sottoscritti nel periodo 2022-2026, a partire da quello relativo al triennio 2019-2021 (parte economica chiusa a dicembre 2022). Si tratta di un risultato significativo, frutto dell'impegno congiunto di ARAN e organizzazioni sindacali per recuperare i forti ritardi che avevano caratterizzato in passato la contrattazione collettiva nel pubblico impiego.
Sommando gli incrementi previsti dai tre rinnovi contrattuali consecutivi (2019-2021, 2022-2024, 2025-2027), il comparto registra aumenti strutturali senza precedenti: in media 395 euro su 13 mensilità a livello di intero comparto, che salgono a 412 euro medi per il personale docente.
Le tempistiche degli aumenti
Gli incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari saranno corrisposti in tre tranche annuali, con decorrenza 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027, comprensivi dell'anticipazione IPCA già erogata ai sensi dell'art. 47-bis, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001.
A regime, dal 1° gennaio 2027, l'incremento medio per l'intero comparto sarà pari a 137 euro su 13 mensilità, che per il personale docente della scuola si traduce in 143 euro medi su 13 mensilità.
Poiché l'accordo viene perfezionato nel corso del secondo anno di vigenza contrattuale, il personale avrà diritto ad arretrati per la quota di incremento non ancora percepita: calcolati al 30 giugno 2026, gli importi stimati oscillano tra circa 815 e circa 1.250 euro.
La parte normativa: trattative ancora in corso
Come previsto dalla dichiarazione congiunta allegata all'ipotesi di accordo, nel frattempo sono proseguiti — e continuano tuttora — gli incontri negoziali per definire la parte normativa del CCNL 2025-2027. Tra i temi al centro del confronto: relazioni sindacali, rapporto di lavoro, lavoro agile, welfare contrattuale e gli altri istituti necessari a completare la disciplina del comparto.