Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
L’utilizzo delle nuove tecnologie digitali ha visto un eccezionale aumento in questo periodo di pandemia e di distanziamento sociale. Tali tecnologie, se da un lato hanno permesso la prosecuzione dell’attività lavorativa anche nei periodi di isolamento che stiamo vivendo, dall’altro hanno fortemente ampliato le possibilità di monitoraggio e sorveglianza dei dipendenti, sia all’interno che all’esterno del luogo di lavoro. Nel contesto della crescente digitalizzazione del lavoro, sono molte le questioni relative al monitoraggio dei dipendenti che meritano l’attenzione dei responsabili politici. Oltre alla privacy e alle preoccupazioni etiche spesso citate, ci sono anche importanti implicazioni per quanto riguarda il modificarsi delle relazioni tra lavoratore e datore di lavoro. Le aumentate possibilità di monitoraggio e di sorveglianza digitale dei dipendenti abilitati allo smart working, modificano inevitabilmente le dinamiche di potere sul posto di lavoro aumentando sensibilmente l’interferenza del datore di lavoro nella sfera professionale del lavoratore. Questo rapporto esplora gli approcci normativi legati al monitoraggio del luogo di lavoro in Europa e presenta numerose sfide derivanti dall’uso delle nuove tecnologie digitali. Attingendo sia alla ricerca empirica, che a quella qualitativa, il rapporto fornisce anche alcune informazioni sulla portata del monitoraggio dei dipendenti in Europa e sulle implicazioni sia per la qualità del lavoro, sia per l’organizzazione del lavoro. In tale contesto, gli obiettivi di questa relazione sono i seguenti:
– tracciare gli approcci normativi che riguardano il monitoraggio e la sorveglianza dei dipendenti nei 27 paesi membri dell’UE, Norvegia e Regno Unito;
– valutare la conformità normativa e giurisprudenziale relativa al monitoraggio dei dipendenti;
– esporre le principali posizioni e opinioni degli organi politici;
– fornire una panoramica delle nuove forme di monitoraggio dei pendenti;
– analizzare possibili implicazioni sulla qualità del lavoro generate da uno scorretto monitoraggio e da un’eccessiva sorveglianza dei dipendenti.
La ricerca evidenzia come un eccessivo monitoraggio influenzi negativamente il comportamento dei dipendenti limitandone l’autonomia lavorativa ed influendo, al tempo stesso, negativamente sul benessere e sulla fiducia di questi ultimi. Inoltre, le tecnologie digitali possono portare ad intensificare le pressioni sui lavoratori sia in termini di obbiettivi da raggiungere, sia per qualità delle prestazioni rese. In ultimo, l’analisi mostra come gli stabilimenti, che utilizzano l’analisi dei dati per monitorare le prestazioni dei dipendenti, ottengano prestazioni più alte rispetto a stabilimenti che non fanno uso di tali dati. Tuttavia, il rapporto di Eurofound sottolinea anche un’associazione negativa tra monitoraggio delle prestazioni e benessere dei dipendenti sul posto di lavoro. L’implementazione di un eccessivo monitoraggio va quindi scoraggiato, in quanto potrebbe portare a un deterioramento della qualità del lavoro, incidendo negativamente anche sull’organizzazione e sulle prestazioni dei lavoratori.
Pagina aggiornata il 20/12/2024