What drives regional productivity differentials? Evidence from firm-level data in Italy and Spain

Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Il rapporto OCSE include un’analisi esplicita di Italia e Spagna, utilizzandole come casi rilevanti per comprendere la persistenza dei divari di produttività regionale nei Paesi caratterizzati da forti differenze territoriali. La produttività tende a concentrarsi in poche aree dinamiche, mentre molte regioni restano intrappolate in traiettorie di crescita debole, con effetti persistenti su redditi, occupazione e benessere. L’OCSE individua una pluralità di fattori chiave. In primo luogo, la struttura economica e la specializzazione settoriale: le regioni più produttive ospitano una quota maggiore di attività ad alto valore aggiunto e di imprese innovative. Tuttavia, il rapporto sottolinea che la produttività dipende meno dal settore in sé e più dalla capacità delle imprese di adottare tecnologie avanzate e pratiche manageriali efficienti. Un secondo elemento centrale è il capitale umano. Le regioni che attraggono e trattengono lavoratori qualificati beneficiano di maggiori esternalità di conoscenza, migliori processi di apprendimento e una più rapida diffusione dell’innovazione. A ciò si affianca il ruolo della qualità delle istituzioni e della governance locale, che incide sulla capacità di progettare politiche efficaci, coordinare gli attori territoriali e ridurre le inefficienze amministrative. Infine, il rapporto evidenzia l’importanza di infrastrutture materiali e immateriali, in particolare trasporti e connettività digitale, e della densità urbana, che favorisce interazioni economiche, scambi di conoscenza e economie di agglomerazione. Tuttavia, l’OCSE avverte che le politiche “place-based” devono essere mirate e inclusive: ridurre i divari di produttività non significa replicare i modelli delle regioni leader, ma valorizzare i potenziali specifici di ciascun territorio. Il rapporto OCSE riconosce, quindi, al settore pubblico un ruolo determinante nel plasmare le condizioni di contesto che influenzano la produttività regionale. In particolare, la qualità delle istituzioni e della governance multilivello emerge come un fattore chiave: regioni caratterizzate da amministrazioni efficienti, capacità di coordinamento tra livelli di governo e stabilità regolatoria mostrano una maggiore capacità di sostenere la crescita della produttività nel lungo periodo. Il settore pubblico incide, inoltre, attraverso la composizione e l’efficacia della spesa pubblica. Investimenti in istruzione, formazione continua, ricerca e infrastrutture materiali e digitali contribuiscono a rafforzare il capitale umano e a facilitare la diffusione dell’innovazione tra imprese e territori. Al contrario, inefficienze amministrative, ritardi decisionali e frammentazione delle competenze possono amplificare i divari regionali, limitando l’impatto delle politiche di sviluppo. Un ulteriore canale riguarda la capacità di progettare politiche place-based, adattate alle specificità locali. Il rapporto sottolinea che il settore pubblico non dovrebbe limitarsi a replicare modelli di successo delle regioni più produttive, ma valorizzare i potenziali endogeni, rafforzando il tessuto economico esistente e migliorando l’accesso delle imprese a servizi pubblici di qualità.

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Pagina aggiornata il 05/02/2026

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