The new world of work: Challenges and opportunities for social partners and labour institutions

Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Gli attori nel mondo del lavoro si trovano ad affrontare un numero crescente di sfide, tra cui l’automazione e la digitalizzazione, nuovi tipi di lavoro e forme di lavoro più diversificate. Il rapporto pubblicato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro intitolato “The new world of work: Challenges and opportunities for social partners and labour institutions” intende promuovere una riflessione sul tema della trasformazione del lavoro rispetto ad una sempre più diffusa automazione e digitalizzazione della società. Ciò che si intende tracciare è un quadro del lavoro che cambia, con una particolare attenzione all’impatto che le trasformazioni tecnologiche stanno avendo e potranno avere sul lavoro. Tale quadro risulta essere uno strumento di riferimento utile a definire delle linee programmatiche ed è stato creato sulla base di evidenze empiriche, dell’approfondimento di singoli casi in grado di cogliere le opportunità offerte da Industria 4.0. Questo report presenta anche le principali azioni necessarie per rispondere sin da subito alle esigenze dei cambiamenti in atto, per aiutare a crescere il sistema imprenditoriale e migliorare le condizioni lavorative, economiche, sociali e culturali. Attraverso interviste, sondaggi ed esempi di “good practices”, il volume fornisce prove su come il dialogo sociale può affrontare queste sfide, come le parti sociali possono diventare più rappresentative e quale ruolo esse e il dialogo sociale possono svolgere in merito alla digitalizzazione. Il volume affronta anche il cambiamento demografico, i flussi migratori, la gestione globale della catena di approvvigionamento e gli obiettivi ambientali. Uno degli esempi di “good practices” presentato dal report dell’ILO e quello dell’Italia che ha una lunga esperienza, forte anche di pratiche ben consolidate, in tema di dialogo sociale bilaterale, e in parte tripartito, con istituzioni, attori nazionali ed europei. Tuttavia, negli ultimi anni, come nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea, il dialogo sociale ha dovuto affrontare gravi sfide, a causa di fattori esterni come la globalizzazione e la crisi economica del 2008. Queste hanno innescato le seguenti problematiche: una produttività stagnante; persistenti dualismi nella struttura economica, sociale e occupazionale; la trasformazione del sistema produttivo e la transizione verso un’economia dei servizi; pressioni verso un più forte decentramento della contrattazione collettiva in un contesto di bassa inflazione; digitalizzazione e innovazione tecnologica; ed infine sviluppi politici che mettono in discussione il ruolo delle parti sociali nella governance della società italiana. In merito al ruolo della contrattazione collettiva in Italia, la rappresentanza dei datori di lavoro è caratterizzata da un livello relativamente medio-alto. Per il settore privato vi sono diverse organizzazione dei datori del lavoro, anche se la più importante è Confindustria, che opera sia come associazione di categoria che come associazione dei datori di lavoro. Al contrario, nel settore pubblico vi è una sola organizzazione dei datori di lavoro rappresentata da ARAN (Agenzia per la Rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), creata nel 1993 e poi modificata con d.lgs. n. 165/2001. L’ARAN ha il compito di rappresentare tutte le pubbliche amministrazioni nelle contrattazioni collettive nazionali e tutti i dipendenti pubblici, rientrano sotto la giurisdizione dell’ARAN che negozia il contratto collettivo nazionale dei diversi settori con le organizzazioni sindacali dei lavoratori più rappresentative, regolando così di fatto il rapporto di lavoro pubblico.

Pagina aggiornata il 12/12/2024

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