Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
Frammentazione geoeconomica, cambiamento tecnologico, incertezza economica, cambiamenti demografici e transizione verde sono tra i principali fattori trainanti che plasmeranno e trasformeranno il mercato del lavoro globale entro il 2030.Il rapporto intitolato “Future of Jobs Report 2025” riunisce le prospettive di oltre 1.000 importanti datori di lavoro globali, che rappresentano collettivamente oltre 14 milioni di lavoratori in 22 cluster industriali e 55 economie di tutto il mondo. Lo scopo di questo studio è quello di esaminare in che modo queste macro tendenze influiscono sul mondo del lavoro e quali innovative strategie devono essere adottate da parte dei datori di lavoro in risposta a questi grandi cambiamenti. Dal rapporto emerge che la creazione e la distruzione di posti di lavoro dovuti alla trasformazione strutturale del mercato del lavoro ammonteranno al 22% dei posti di lavoro totali odierni. Ciò dovrebbe comportare la creazione di nuovi posti di lavoro equivalenti al 14% dell’occupazione totale odierna, pari a 170 milioni di posti di lavoro. Tuttavia, si prevede che questa crescita sarà compensata dallo spostamento dell’equivalente dell’8% dei posti di lavoro attuali, con conseguente crescita netta del 7% dell’occupazione totale, ovvero 78 milioni di posti di lavoro in più. I ruoli correlati alla tecnologia sono i lavori in più rapida espansione in termini percentuali, tra cui specialisti di Big Data, ingegneri Fintech, specialisti di AI e Machine Learning e sviluppatori di software e applicazioni. I ruoli legati alla transizione verde ed energetica, tra cui specialisti di veicoli autonomi ed elettrici, ingegneri ambientali e ingegneri di energie rinnovabili, figurano anche tra i ruoli in più rapida crescita. Al contrario, si prevede che impiegati e segretari, tra cui cassieri e addetti alla biglietteria, assistenti amministrativi e segretarie esecutive, registreranno il calo maggiore in termini assoluti. Analogamente, le aziende prevedono che i ruoli in più rapido declino includeranno impiegati del servizio postale, impiegati di banca e impiegati di immissione dati. Incoraggiante, invece, è che entro il 2030 più della metà dei datori di lavoro (52%) prevede di destinare una quota maggiore dei propri ricavi agli stipendi, mentre solo il 7% si aspetta che questa quota diminuisca. Le strategie salariali sono guidate principalmente da obiettivi di allineamento degli stipendi alla produttività e dalla competizione sia per trattenere talenti e competenze, sia per attrarre maggior forza lavoro. Infine, per quanto riguarda l’intelligenza artificiale la metà dei datori di lavoro prevede di riorientare la propria attività in risposta a questa o di assumere talenti con competenze specifiche in materia di intelligenza artificiale, mentre il 40% prevede di ridurre la propria forza lavoro laddove l’intelligenza artificiale può automatizzare le attività.
Pagina aggiornata il 16/01/2025