Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
La presente relazione pubblicata da Eurofound si propone di mappare e analizzare la legislazione sul telelavoro nei 27 Stati membri dell’Unione Europea e in Norvegia. Tale relazione evidenzia l’importante lavoro svolto dalla contrattazione collettiva in tale ambito, che nel giro di alcuni mesi è riuscita ad implementare e sviluppare l’ormai carente ed obsoleta normativa previgente. L’analisi, però, sottolinea anche i possibili svantaggi delle nuove disposizioni e le sfide legate ad un più esteso e corretto utilizzo del telelavoro. I punti di criticità evidenziati sui quali occorrerà focalizzare maggiormente l’attenzione sono: accesso al telelavoro, orario di lavoro flessibile, disponibilità/connettività continua, isolamento, prevenzione dei rischi professionali e sanitari e costi sostenuti dal dipendente durante il lavoro a distanza. Nel contesto della pandemia di COVID-19, il telelavoro ha contribuito alla continuità del funzionamento dell’economia ed alla difesa dell’occupazione nei vari Stati membri. Secondo le stime riportate da Eurofound, infatti, hanno iniziato a lavorare da casa quasi il 40% del totale dei lavoratori. Il telelavoro rimarrà quindi attivo anche una volta terminata la pandemia ma il monitoraggio degli sviluppi negli Stati membri deve rimanere una priorità per i responsabili politici. In particolare l’attenzione dei legislatori e delle parti sociali dovrà concentrarsi su temi quali: l’eterogeneità degli accordi di telelavoro in ambito europeo, l’organizzazione dell’orario di lavoro, il diritto alla disconnessione, il diritto di richiedere il telelavoro, il rapporto tra telelavoro e uguaglianza di genere, l’equilibrio vita-lavoro ed i rischi psicosociali. Non esiste un approccio unico per regolamentare il telelavoro poiché il lavoro a distanza richiede diverse combinazioni di regolamentazioni sia politiche che culturali. Proprio per questo motivo rimane essenziale il dialogo sociale europeo e la contrattazione collettiva nazionale che svolgono un ruolo fondamentale nell’attuazione delle normative sul telelavoro al fine di proteggere i dipendenti e creare un ambiente di lavoro positivo sia per i datori di lavoro che per i lavoratori stessi. Durante la pandemia sono stati siglati diversi contratti collettivi che disciplinano il telelavoro tanto nei diversi settori e macrosettori come i servizi pubblici, la pubblica amministrazione, l’istruzione e l’assistenza sanitaria, quanto a livello aziendale. Tutto ciò evidenzia come il telelavoro stia rapidamente diventando una modalità consolidata di organizzazione del lavoro in tutta l’Unione Europea. Il report, infine, prende atto di come anche il numero di paesi che hanno inserito il diritto al telelavoro nelle legislazioni nazionali sia raddoppiato rispetto a prima della pandemia. Sarà dunque necessario aggiornare costantemente la regolamentazione sul telelavoro per garantire sia una corretta funzionalità del lavoro flessibile, sia un’adeguata tutela dei lavoratori.
Pagina aggiornata il 20/12/2024