Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
La pubblicazione dell’OCSE intitolata “Taxing Wages 2022. Impact of COVID-19 on the Tax Wedge in OECD Countries”; fornisce una dettagliata analisi riguardo l’incidenza della pressione fiscale e contributiva sul costo del lavoro nei paesi OCSE, esaminando, inoltre, come il prelievo fiscale e contributivo influisca sui redditi delle famiglie. I risultati ottenuti da tale studio consentono di confrontare i livelli del costo del lavoro e della pressione fiscale e previdenziale sostenuta sia dai singoli individui, sia dai nuclei familiari. Dalla pubblicazione emerge come il cuneo fiscale inteso come la differenza tra il costo per il datore di lavoro e la retribuzione netta percepita dal dipendente abbia un peso profondamente diverso in base alle tipologie di famiglie indagate. L’indagine, infatti, suddivide le famiglie in otto tipologie differenziandole in base al livello di reddito ed alla composizione della famiglia stessa. Per il singolo lavoratore che percepisce un salario medio, il cuneo fiscale OCSE è stato del 34,6% nel 2021, con una diminuzione di 0,06% rispetto al 2020. Per una famiglia tipo con due percettori di reddito e due figli, il cuneo fiscale è diminuito dello 0,36% tra il 2020 ed il 2021 raggiungendo il 28,8%. Ad esempio, nel caso di un lavoratore single italiano con retribuzione media, il cuneo fiscale si attesta sul 45,6% – composto nello specifico per il 15,3% dalle imposte fiscali sui redditi, per il 7,2% dai contributi a carico del lavoratore e per il 24% dai contributi a carico del datore di lavoro. Come spiega il rapporto, il 2021 è stato caratterizzato da una ripresa dell’economia dopo lo shock causato dalla pandemia e questa ha portato nella gran parte dei Paesi ad una riduzione delle misure di sostegno al reddito e delle agevolazioni fiscali anti-crisi introdotte dai Governi. Al tempo stesso sono aumentati i salari medi e di conseguenza la tassazione. Tra i Paesi avanzati nel 2021 il fisco più esoso per quanto riguarda i redditi da lavoro è stato quello del Belgio (cuneo al 52,6%), seguito da Germania (48,1%), Austria (47,8%) e Francia (47%). In Italia, il cuneo fiscale nel 2021 è stato pari al 46,5%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al 2020 e pone l’Italia al quinto posto tra i 38 Paesi che aderiscono all’Organizzazione, con un miglioramento di una posizione rispetto alla precedente graduatoria. Complessivamente tra il 2019 ed il 2021 il cuneo fiscale italiano è diminuito di 1,4 punti. Si tratta di una delle riduzioni maggiori riscontrate nell’area OCSE, dove in media il calo rispetto all’ante-Covid è stato di 0,3 punti. Il rapporto si conclude, infine, con un’analisi dell’effetto che il COVID-19 ha avuto sul cuneo fiscale nei paesi dell’OCSE, esaminando l’impatto cumulativo che la pandemia e la crisi finanziaria globale stanno avendo sulla tassazione del lavoro per capirne le tendenze a lungo termine.
Pagina aggiornata il 16/12/2024