Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità
Il rapporto OCSE analizza i risultati delle politiche attive del mercato del lavoro nel nostro Paese concentrandosi in particolare sul processo di riforma del sistema di servizi pubblici per l’impiego, confermando che la riforma in corso ha un buon potenziale per migliorare le prestazioni dei servizi per l’impiego in Italia, ma purtroppo i servizi di consulenza per chi cerca lavoro e le attività di intermediazione del lavoro sono sottosviluppati e la cooperazione tra le regioni non è sufficiente, limitando ulteriori miglioramenti del sistema. L’analisi OCSE evidenzia come l’assetto decentrato dei CPI in capo alle regioni porti con sé diversi approcci alla fornitura di servizi, con annesse modalità di accesso e qualità dei servizi diseguali sul territorio nazionale, e ancora, leggendo il dato relativo ad età e livello di istruzione negli uffici pubblici di collocamento, poco più di un quarto del personale (27,9%) ha un’istruzione terziaria, mentre la maggioranza ha un diploma di scuola secondaria superiore e una parte sostanziale del personale ha un’istruzione secondaria inferiore (12,3%); incide, poi, sul quadro delineato un turnover del personale molto basso – situazione che si distribuisce a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale. Per tale motivo secondo il Rapporto, l’Italia trarrebbe notevole beneficio da un’allocazione più efficace delle sue risorse umane, infatti, la percentuale di personale dei servizi pubblici per l’impiego dedicato all’assistenza delle persone in cerca di lavoro è solo del 30% (al quartultimo posto tra i paesi dell’OCSE) contro l’80% della Svezia che si posiziona al primo posto. Nel modello italiano un’ampia parte del personale è sopraffatta da compiti amministrativi, di fatto l’impostazione dei processi non lascia spazio ad attività di consulenza e attivazione di persone in cerca di lavoro o volte a facilitare l’incontro tra domanda e offerta.
Per quanto di nostro interesse, l’analisi dell’OCSE suggerisce che le attività chiave per migliorare le prestazioni del sistema italiano di servizi per l’impiego sono le seguenti:
Stabilire un quadro di responsabilità nel sistema dei servizi pubblici per l’impiego che prevede un accordo tra autorità regionali e centrali sulla serie di obiettivi e relativi indicatori chiave di prestazione. Parte dei budget regionali dovrebbe dipendere dal raggiungimento dei livelli obiettivo stabiliti.
Supportare il personale negli uffici di collocamento locali per migliorare i propri servizi attraverso programmi di formazione continua che raggiungono tutti i membri dello staff nell’implementazione delle nuove metodologie, dell’infrastruttura IT e delle informazioni sul mercato del lavoro e progettando una nuova infrastruttura IT a supporto dei processi negli uffici locali.
Pagina aggiornata il 19/12/2024