Le nuove proiezioni macroeconomiche formulate dagli esperti della Commissione Europea prevedono una crescita dell’economia dell’Unione Europea pari al +1,0% nel 2023 e al +1,7% nel 2024. Un fattore determinante per le prospettive di crescita dell’economia comunitaria è senz’altro il calo dei prezzi dell’energia. Grazie a una considerevole riduzione dei consumi di gas, complice anche l’esaurirsi delle stagioni fredde e a una repentina diversificazione dell’approvvigionamento, l’Unione Europea è riuscita a minimizzare l’impatto negativo del conflitto russo-ucraino. Rispetto al tema dell’inflazione va notato che, diversamente da quanto accaduto nel 2022, anno in cui l’andamento dell’inflazione complessiva era determinato principalmente dall’effetto diretto dell’incremento delle quotazioni dei beni energetici, nel 2023 la componente che sta alimentando in modo significativo l’inflazione complessiva dell’Unione Europea è la cosiddetta inflazione di fondo, che nel mese in marzo ha toccato il suo massimo storico del 7,6%. Nel 2022, invece, la graduale eliminazione delle misure di emergenza collegate alla pandemia COVID-19 e la fase di espansione economica in atto hanno sostenuto la contrazione del disavanzo pubblico dell’Unione Europea, che si è attestato al -3,4% del PIL, nonostante l’orientamento espansivo di bilancio determinato dalle rilevanti misure di sostegno energetico. Nel 2023 – e soprattutto nel 2024 – l’eliminazione graduale di queste ultime misure dovrebbe determinare ulteriori riduzioni di disavanzo, rispettivamente del -3,1 e del -2,4% sul PIL. Il mercato del lavoro si sta dimostrando molto resiliente in questa particolare fase economica. Il tasso di disoccupazione all’interno dell’Unione Europea dovrebbe attestarsi al 6,2% nel 2023, e al 6,1% nel 2024. Anche per l’Italia, analogamente a quanto sopra analizzato, gli esperti hanno rivisto al rialzo le proprie stime sugli indicatori macroeconomici rispetto alle previsioni economiche di inverno:
– rispetto al PIL, si prevede una crescita pari all’1,2% nell’2023 e all’1,1% nell’2024.
– rispetto all’inflazione complessiva, sempre tenendo conto delle continue pressioni sui prezzi di fondo, questa dovrebbe attestarsi al 6,1% nel 2023 e al 2,9% nel 2024.
La graduale eliminazione delle misure di sostegno energetico dovrebbe determinare anche in Italia una riduzione del disavanzo pubblico nel 2023, che dovrebbe attestarsi al -4,5% del PIL per poi contrarsi ulteriormente nel 2024 fino al -3,7%. Infine, rispetto al mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione dovrebbe contrarsi attestandosi al 7,8% per poi ridursi ulteriormente nel 2024 fino al 7,7%.
Pagina aggiornata il 10/12/2024