Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
Il OECD Skills Outlook 2025 offre una riflessione ampia e approfondita sul ruolo decisivo delle competenze di base – alfabetiche, numeriche e di problem solving – nel determinare le prospettive individuali e il benessere collettivo nelle società contemporanee. In un contesto segnato da trasformazioni tecnologiche, demografiche e sociali sempre più rapide, il rapporto mette in luce come lo sviluppo e l’effettivo utilizzo delle competenze rappresentino una leva cruciale per la crescita economica e la coesione sociale. Uno dei messaggi centrali del rapporto è che le disuguaglianze nelle competenze non nascono nell’età adulta, ma si radicano precocemente, spesso già nei primi anni di vita, e tendono a riprodursi lungo l’intero percorso educativo e professionale. Il livello di istruzione dei genitori, la condizione socio-economica, il background migratorio e il genere continuano a esercitare un’influenza significativa sulle opportunità di apprendimento e sulle possibilità di valorizzare le proprie capacità nel mercato del lavoro. Tali divari non solo compromettono l’equità, ma limitano il potenziale complessivo delle economie e delle società. Il rapporto evidenzia, inoltre, l’importanza del modo in cui vengono utilizzate e riconosciute le competenze individuali. Persistono differenze di genere e di contesto nell’impiego delle abilità, che contribuiscono a spiegare disuguaglianze salariali, segmentazione occupazionale e carriere discontinue. In questo senso, il problema non è soltanto formare meglio, ma creare condizioni affinché le competenze possano essere esercitate, sviluppate e valorizzate nel tempo. Alla luce di queste evidenze, l’OECD propone una visione di politica pubblica fondata su un approccio integrato e duraturo nel tempo. Ciò implica investire con decisione nell’educazione e cura della prima infanzia, rafforzare le competenze fondamentali durante l’istruzione obbligatoria, rendere l’apprendimento permanente una realtà accessibile e inclusiva e promuovere sistemi di formazione degli adulti capaci di raggiungere anche i gruppi più vulnerabili. Un ruolo centrale è attribuito anche ai datori di lavoro, chiamati a offrire opportunità formative di qualità, e ai servizi di orientamento, essenziali per sostenere scelte consapevoli in contesti lavorativi sempre più complessi. Il rapporto invita, infine, ad adottare un approccio “skills-first” nei mercati del lavoro, superando una visione eccessivamente centrata sui titoli formali e valorizzando le competenze effettivamente possedute dalle persone, anche attraverso sistemi di riconoscimento più trasparenti e flessibili. In conclusione, l’OECD Skills Outlook 2025 afferma con chiarezza che costruire le competenze del XXI secolo non è solo una questione di efficienza economica, ma una scelta strategica di equità e di futuro. Solo politiche coerenti, inclusive e lungimiranti possono garantire che tali competenze diventino un patrimonio condiviso, capace di sostenere società più resilienti, innovative e giuste.
Pagina aggiornata il 18/12/2025