Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
Nel 2023, la crescita del PIL è stata più forte del previsto, ma ora si sta moderando, a causa dell’inasprimento delle condizioni finanziarie, della crescita lenta del commercio e dell’indebolimento della fiducia delle imprese e dei consumatori. I rischi di divergenza al ribasso rispetto alle previsioni a breve termine rimangono preponderanti e potrebbero essere dovuti in particolare all’inasprimento delle tensioni geopolitiche. Si prevede che la crescita globale sarà del 2,9% nel 2023 per poi scendere al 2,7% nel 2024, mentre per il 2025 si prospetta una crescita dell’economia globale del 3%, poiché l’inflazione continua a diminuire e i redditi reali sono in miglioramento. Per quanto riguarda l’inflazione invece, in assenza di nuovi shock importanti legati ai prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia, nell’area OCSE questa diminuirà gradualmente al 5,2% nel 2024 e al 3,8% nel 2025. La necessità di mantenere una pressione al ribasso sull’inflazione limiterà la possibilità di ridurre i tassi ufficiali fino al 2024 e anche la politica monetaria dovrà mantenere un orientamento restrittivo finché non ci saranno chiari segnali di riduzione duratura delle pressioni inflazionistiche di fondo. In aggiunta, il rapporto debito pubblico/PIL ha raggiunto livelli molto elevati e le autorità pubbliche si trovano ad affrontare crescenti tensioni di bilancio che hanno origine da molteplici fonti, tra cui l’invecchiamento delle società e la necessità di riforme per andare incontro al cambiamento climatico. È, quindi, necessario mettere in atto specifici quadri fiscali a medio termine con chiari piani di spesa per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, fornendo al tempo stesso la flessibilità necessaria per rispondere agli shock futuri. Questi piani devono consentire di far fronte alle future tensioni di bilancio, ma allo stesso tempo preservare la capacità di investimento necessaria per sostenere la crescita a lungo termine e la transizione ecologica. Infine, per invertire il declino della crescita economica a lungo termine e affrontare i problemi urgenti legati all’invecchiamento demografico, alla transizione climatica e alla trasformazione digitale, è imperativo attuare riforme strutturali ambiziose che possano rilanciare la crescita e migliorarne la qualità.
Pagina aggiornata il 16/12/2024