Relazione annuale sull’esercizio finanziario 2020 – Corte dei conti europea

Segnalazione da U.O. Studi e analisi compatibilità

La Corte dei Conti europea ha pubblicato la relazione annuale sull’esercizio di bilancio 2020. Rispetto alle relazioni precedenti, il documento è ancora più importante, dato che il 2020 è l’ultimo anno del precedente bilancio pluriennale europeo (2014-2020). Tra i vari aspetti, emerge l’incapacità di assorbire i fondi europei per molti stati membri, ritardando così l’implementazione di progetti e riforme a livello nazionale. La Corte dei conti europea controlla il bilancio dell’UE dal lato delle entrate e delle spese e formula un giudizio sull’affidabilità dei conti annuali e sulla misura in cui le entrate e alle spese rispettano la normativa. Nel 2020, la spesa dell’UE è ammontata in totale a 173,3 miliardi di euro, pari all’1,1 % del reddito nazionale lordo (RNL) degli Stati membri dell’UE‑27 e del Regno Unito. Assicurare che la dotazione di bilancio sia spesa in maniera appropriata è, in primo luogo, responsabilità della Commissione europea, ma anche delle altre istituzioni e degli altri organismi dell’UE. Per circa due terzi della spesa, principalmente quella riguardante le risorse naturali e la coesione, tale responsabilità è però condivisa con gli Stati membri. Il tasso di assorbimento dei Fondi strutturali e d’investimento europei (Sie) continua ad essere basso, poiché le risorse comunitarie non vengono pienamente sfruttate. I paesi europei hanno speso in media solo il 55% delle risorse stanziate nel bilancio pluriennale 2014-2020 e fra tutti, l’Italia è il paese meno in grado di utilizzare le risorse europee, con una percentuale di fondi assorbiti pari al 44%.

Pagina aggiornata il 20/12/2024

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