Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
L’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha pubblicato il rapporto mondiale sui salari 2024-2025, riguardante “Le tendenze di salari e delle disuguaglianze salariali in Italia e nel mondo”. La prima parte dello studio esamina le tendenze sull’evoluzione dei salari in Italia, comparandole con quelle di altri paesi con economie avanzate del G20 e dell’Unione Europea. L’analisi si focalizza sugli andamenti dei salari nel lungo periodo, affrontando anche il tema della recente crisi economica e delle dinamiche inflattive. La seconda parte, invece, passa in rassegna i dati più recenti sulle disuguaglianze salariali in Italia e nel mondo e i divari di genere e tra lavoratori nazionali e migranti. L’analisi delle tendenze salariali in un arco temporale di 17 anni (2008 – 2024) evidenzia che l’Italia ha subito le maggiori riduzioni in termini di potere d’acquisto dei salari a partire dal 2008. I dati sottolineano che le dinamiche inflattive verificatesi su scala globale hanno avuto un impatto negativo su tutti i paesi ad economia avanzata del G20. In Italia, gli effetti maggiori hanno interessato gli anni 2022 e 2023. A partire dal 2024 vi è stata, tuttavia, una ripresa dei salari reali in Italia che sono cresciuti in media del 2,3 %, segnando un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Nonostante ciò, le misure di adeguamento salariale degli ultimi due anni hanno compensato solo parzialmente l’aumento del costo della vita. Nella seconda parte del rapporto si evidenzia che più di tre quarti della popolazione mondiale di lavoratori dipendenti è esposta a diseguaglianze salariali importanti. Al contrario, con meno dell’1% dei lavoratori dipendenti classificati come percettori di bassi redditi, l’Italia è uno dei paesi con meno disuguaglianze salariali. La disuguaglianza salariale maggiore si riscontra nei segmenti intermedi e alti della distribuzione salariale e quasi il 52% dei lavoratori in Italia con bassi salari sono donne. Infine, per quanto riguarda le diseguaglianze salariali tra lavoratori nazionali e migranti, in Italia i lavoratori migranti percepiscono un salario orario inferiore del 26,3 % rispetto a quello dei lavoratori nazionali. Il rapporto conclude evidenziando che le strategie nazionali dovrebbero andare oltre la fissazione dei salari ed includere un insieme di fattori come la crescita sostenibile e la trasformazione strutturale per aumentare la produttività. Le circostanze specifiche di ciascun paese richiedono misure di politica economica e sociale differenti per ridurre le disuguaglianze salariali. La crescita della produttività – da cui potrebbe derivare un aumento dei salari – è un obiettivo che può essere raggiunto attraverso la creazione di un ambiente favorevole all’iniziativa imprenditoriale, nonché con investimenti in innovazione tecnologica e sostegno alla formazione dei lavoratori.
Pagina aggiornata il 11/04/2025