Rapporto di previsione primavera 2025 – CONFINDUSTRIA

Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

Il Rapporto di previsione di primavera 2025 di Confindustria prevede nel biennio 2025-2026 la crescita del PIL mondiale sostanzialmente stabile, intorno al +2,7% annuo, su ritmi vicini alla media pre-pandemia. La crescita del PIL dell’Eurozona è prevista del +0,8% nel 2025 e di +1,0% nel 2026, dopo il +0,7% nel 2024 (influendo la stretta monetaria e l’inflazione ancora alta). I fattori che frenano l’economia europea sono molteplici: dai minori investimenti (in particolare “produttivi”, cioè al netto delle costruzioni) rispetto a Cina e Stati Uniti al mancato completamento del mercato unico europeo e la mancata armonizzazione di alcune regole che generano ostacoli allo scambio di beni e servizi all’interno dell’UE, fino alla proliferazione normativa che produce costi per le imprese europee e al contempo diminuisce l’attrattività dell’UE come luogo per fare impresa (ad esempio la compliance al GDPR ha comportato una diminuzione dell’8% in media dei profitti e del 2% delle vendite). Per quanto di nostro interesse si segnala che lo scenario di previsione del Rapporto annuncia il recupero delle retribuzioni reali, che avanzeranno del +2,8% cumulato nel biennio 2025-2026, dopo il +1,5% nel 2024 (a parziale compensazione del -6,9% nel 2022-2023). Nel settore privato, nel 4° trimestre 2024, hanno recuperato un terzo della perdita di potere di acquisto generata dalla crisi energetica (-5,5% sul 1° 2021, da un minimo di -8,4% nel 4° 2022) mentre nel pubblico rimangono su un livello ancora di 9,5 punti percentuali inferiore a quello di partenza (pag. 13, 37).

Pagina aggiornata il 11/04/2025

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