Rapporto annuale 2025

Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

Il trentatreesimo “Rapporto annuale 2025” illustra i cambiamenti economici, demografici e sociali dell’anno appena trascorso, offrendo un quadro informativo integrato sulle principali sfide del nostro tempo e su quelle che l’Italia sarà chiamata ad affrontare nei prossimi anni. Il Rapporto analizza i principali punti di forza e di debolezza del nostro Paese e le sue differenti dimensioni territoriali, soffermandosi sugli elementi salienti dell’evoluzione del sistema produttivo, dell’impiego delle tecnologie e della sostenibilità ambientale. Le trasformazioni socio-demografiche sono descritte insieme ai mutamenti del mercato del lavoro, dei livelli di istruzione, delle condizioni economiche e di salute della popolazione. I cambiamenti avvenuti di generazione in generazione offrono informazioni utili per affrontare le esigenze della società della longevità. Il rapporto tra le generazioni è messo a confronto con la dinamica del sistema economico caratterizzato da trasformazioni profonde. Per quanto di nostro interesse la sezione “Le retribuzioni” (pagg. 33 e segg.) rileva che “Nel 2024 ….nel settore privato le retribuzioni contrattuali orarie sono cresciute del 4,0%, sintesi di incrementi del 4,6% nel comparto industriale e del 3,4% nei servizi privati; nella Pubblica amministrazione, in assenza di rinnovi contrattuali l’incremento è stato solo dello 0,1%”. Analizzando le retribuzioni lorde di fatto il Rapporto evidenzia che “Nel confronto con le principali economie europee, dal 2019 al 2024 si rileva in Italia una perdita di potere di acquisto delle retribuzioni nominali per dipendente pari al 4,4%, rispetto al 2,6% in Francia e all’1,3% in Germania, mentre in Spagna si registra un guadagno in termini reali del 3,9%. Queste differenze riscontrate tra l’Italia e gli altri principali paesi dell’UE nell’evoluzione del potere di acquisto sono principalmente imputabili alla dinamica più contenuta delle retribuzioni di fatto nominali nel nostro Paese, con un tasso medio annuo di crescita nel triennio 2022-2024 pari al 3,4%, contro il 4,1% della Francia, e il 5,4% della Germania e della Spagna, in presenza di una dinamica inflazionistica sostanzialmente omogenea a eccezione della Germania, dove è stata più accentuata”.

Pagina aggiornata il 11/06/2025

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