Rapporto annuale 2024 – La situazione del Paese

Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

ISTAT ha pubblicato la trentaduesima edizione del Rapporto annuale sulla situazione del Paese, che traccia un bilancio degli effetti dell’emergenza sanitaria sulla società e sull’economia nel momento del suo superamento. Dalla seconda metà del 2021, come nelle altre maggiori economie avanzate, l’Italia si è confrontata con l’ascesa dei prezzi originata dalle materie prime importate, seguita a fine 2022 da un rapido processo di raffreddamento, rafforzatosi nel 2023. L’episodio inflazionistico ha avuto effetti differenziati sulle imprese e, in particolare, sulle famiglie – con le retribuzioni che non hanno tenuto il passo dell’inflazione – riducendo il potere di acquisto soprattutto delle fasce di popolazione meno abbienti. Nell’ambito dei confronti internazionali ISTAT rileva che tra il 2013 e il 2023, le retribuzioni lorde annue per dipendente in Italia sono aumentate complessivamente di circa il 16%. Tale aumento rappresenta poco più della metà di quello registrato nella media Ue27 (+30,8%); in particolare, Spagna e Francia mostrano una dinamica migliore (entrambe +22,7%), e l’aumento osservato in Germania è ancora più elevato (+35,0%). La crescita delle retribuzioni nelle quattro grandi economie europee è stata abbastanza omogenea nel 2022 (compresa tra il 4,1% della Germania e il 5,6% della Francia), mentre nel 2023 in Italia è stata nettamente inferiore (2,5%) rispetto a Francia (4,4%), Spagna (5,3%) e Germania (6,1%). L’analisi delle retribuzioni in termini reali mostra un divario ancora più ampio rispetto alle altre grandi economie e, nel 2023, l’Italia è l’unico paese con un livello medio inferiore al 2013. Nel confronto con tale annualità, il potere di acquisto delle retribuzioni lorde è cresciuto nella media Ue27 del 3,0%, mentre in Italia è diminuito del 4,5%; per Francia, Spagna e Germania le retribuzioni reali sono aumentate rispettivamente dell’1,1%, del 3,2% e del 5,7%. Se si guarda alla dinamica dell’ultimo biennio, caratterizzato da un’alta inflazione, l’Italia presenta la dinamica peggiore in termini reali (-6,4% rispetto al 2021) seguita dalla Germania (-4,1%); perdite più contenute si osservano in Francia e in Spagna (rispettivamente -1,5% e -1,9%).

Pagina aggiornata il 13/01/2025

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