OECD Economic Outlook – November 2022

Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

L’economia mondiale vacilla alle prese con la peggiore crisi energetica verificatasi dagli anni Settanta. Lo shock energetico ha innalzato l’inflazione che sta gravando sulla crescita economica in tutto il mondo. Secondo le proiezioni dell’Economic Outlook pubblicato dall’OCSE, nel 2022 la crescita del PIL mondiale dovrebbe essere del 3,1% mentre nel 2023 dovrebbe calare al 2,2%, una percentuale ben al di sotto del tasso previsto prima della guerra. Nel 2024, invece, si prevede che la crescita globale sarà del 2,7%, sostenuta dalle prime misure adottate in diversi Paesi per ridurre i tassi di interesse. Dallo studio emerge che le prospettive globali sono caratterizzate da squilibri sempre più pronunciati. Infatti, se da un lato, le principali economie emergenti asiatiche rappresenteranno quasi i tre quarti della crescita globale del PIL nel 2023, rispecchiando in  tal  modo  le  previsioni  di  una  loro  espansione  costante, dall’altro, si registrano bruschi  rallentamenti  sia negli  Stati  Uniti  che  in  Europa. In tutto il mondo, le banche centrali stanno  innalzando  i  tassi  di  interesse  per  contenere l’inflazione. Tale strategia sta cominciando a dare i suoi frutti. In Brasile, ad esempio, la banca centrale ha reagito rapidamente e, negli ultimi mesi, l’inflazione ha iniziato a diminuire. Anche per gli Stati Uniti, i dati più recenti sembrano indicare alcuni progressi nella lotta contro l’inflazione. L’inflazione complessiva dei  prezzi  al consumo nelle principali economie avanzate dovrebbe ridursi dal 6,3% registrato quest’anno a circa il 4¼ per cento nel 2023 e al 2½ per cento nel 2024, per effetto dell’entrata in vigore di politiche monetarie più restrittive, della diminuzione della pressione della domanda e della normalizzazione dei costi di trasporto e dei tempi di consegna. Tuttavia, il ritmo di tali riduzioni varierà da un Paese all’altro. Per contrastare l’aumento dei prezzi, è altresì essenziale che le autorità fiscali e monetarie lavorino di pari passo. Pertanto, il sostegno delle politiche pubbliche per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock energetico dovrebbe essere mirato e temporaneo,  in  modo  da  tutelare  i  nuclei  familiari  e  le  imprese  vulnerabili,  evitando  al  contempo  di aumentare le pressioni inflazionistiche o appesantire l’onere del debito pubblico. Per quanto riguarda l’Italia, secondo le proiezioni dell’OCSE, il PIL reale dovrebbe crescere del 3,7% nel 2022, per poi rallentare allo 0,2% nel 2023  e,  successivamente, incrementare  moderatamente  all’1%  nel  2024. Nel 2023 la disoccupazione aumenterà e la partecipazione al mercato del lavoro subirà un calo, con una contrazione dell’occupazione. L’inflazione dei prezzi al consumo, vicina al 10% alla fine del 2022, dovrebbe diminuire solo gradualmente. Al contempo nel  2023  i  massimali  dei  prezzi  dell’energia  saranno  progressivamente  eliminati.

Pagina aggiornata il 16/12/2024

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