Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
Nel primo semestre del 2024 l’economia mondiale ha continuato a dar prova di resilienza con una crescita della produzione a un tasso annualizzato stimato del 3,2%. Il calo dell’inflazione con conseguente riduzione dei prezzi al consumo ha sostenuto la spesa delle famiglie, fornendo un contrappeso all’impatto negativo delle condizioni finanziarie restrittive. Nella zona euro, la crescita del Pil dovrebbe raggiungere lo 0,7% nel 2024 e l’1,3% nel 2025, mentre l’inflazione dovrebbe passare dal 5,4% del 2023, al 2,4% del 2024, al 2,1% del 2025. La crescita negli Stati Uniti si è rafforzata nel secondo trimestre del 2024 soprattutto grazie alla crescita dei salari reali, in parte dovuti al calo dell’inflazione, con un PIL previsto del 2,6 % nel 2024 e dell’1,6% nel 2025. La crescita del PIL è stata relativamente robusta anche in diverse altre economie avanzate, tra cui Canada, Spagna e Regno Unito. In Giappone, la crescita è aumentata bruscamente nel secondo trimestre dopo la contrazione del primo a causa di temporanee interruzioni dell’offerta. Tuttavia, ci sono stati risultati meno favorevoli di recente in alcune altre economie avanzate, in particolare in Germania, dove l’attività industriale è stata debole. In Cina, la crescita della produzione industriale è stata sostenuta dal rafforzamento delle esportazioni, ma la domanda dei consumatori rimane modesta. Per quanto riguarda l’Italia, l’Ocse ha ritoccato leggermente al rialzo la previsione di crescita economica per quest’anno limando, tuttavia, l’attesa sull’espansione del 2025 all’1,1%. Nel dettaglio il PIL dell’Italia dovrebbe crescere dello 0,8% nel 2024 (contro l’1% del 2023) per poi risalire all’1,1% nel 2025. Tuttavia, dato il suo elevato debito pubblico l’Italia deve mantenere una linea di bilancio prudente, come quella seguita finora, mentre deve perseguire efficienze sulla spesa pubblica, limitare le esenzioni fiscali e ampliare la base imponibile. Ma al tempo stesso deve continuare a fare leva su riforme per ridurre i fardelli regolamentari, che a volte sono troppo elevati. Infine, l’inflazione dell’Italia dovrebbe passare dal 5,9% del 2023, all’1,3% del 2024, al 2,2% del 2025.
Pagina aggiornata il 13/12/2024