OECD Economic Outlook, December 2024

Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Secondo l’Economic Outlook dell’OCSE l’economia globale è rimasta resiliente. L’inflazione ha continuato a moderarsi ed è ora tornata a rispettare gli obiettivi economici fissati delle banche centrali nella maggior parte dei paesi. Anche la rigidità del mercato del lavoro si è allentata e i tassi di disoccupazione raggiungono quasi i minimi storici. Si prevede che la crescita del PIL globale si rafforzerà leggermente raggiungendo il 3,3% nel 2025 per poi rimanere stabile fino al 2026. Nelle economie OCSE, si prevede una modesta crescita del PIL rispetto al periodo pre-pandemia, pari all’1,9% sia nel 2025 che nel 2026. L’inflazione principale ha continuato ad attenuarsi nella maggior parte dei paesi, guidata da ulteriori cali nell’inflazione dei prezzi di cibo, energia e beni. Tuttavia, l’inflazione dei prezzi dei servizi si sta dimostrando ancora persistente ed è arrivata al 4% nei paesi OCSE. La produzione si è generalmente indebolita sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti. Sono essenziali riforme per migliorare l’istruzione e lo sviluppo delle competenze e ridurre, cosi, i vincoli burocratici ed il mal funzionamento dei mercati del lavoro che impediscono corretti investimenti e un’adeguata mobilità della forza lavoro. È necessario, altresì, promuovere la produttività, potenziare la diffusione delle nuove tecnologie e aumentare la partecipazione alla forza lavoro. Gli investimenti pubblici dovrebbero servire proprio per integrare queste riforme evitando possibili futuri fallimenti del mercato. Per quanto riguarda l’Italia, invece, la crescita del Pil dovrebbe raggiungere lo 0,5% nel 2024, per poi arrivare allo 0,9% nel 2025 e l’1,2% nel 2026. La rapida disinflazione osservata in questi ultimi trimestri, coniugata a solidi aumenti salariali, dovrebbe favorire le spese di consumo, mentre l’alleggerimento delle condizioni finanziarie e il dispiegamento di investimenti pubblici legati ai fondi del piano Next Generation Eu, dovrebbe stimolare la formazione del capitale in Italia. Entro il 2026 il deficit pubblico dovrebbe ritornare sotto la soglia del 3% del Pil. Tuttavia, il rapporto tra debito pubblico e Pil continuerà ad aumentare, dopo aver raggiunto livelli già elevati e un ampio surplus primario sarà necessario a medio termine per riportare il rapporto debito-Pil su una traiettoria più prudente. Il tasso di disoccupazione in Italia dovrebbe raggiungere il 6,5% nel 2024, per poi passare al 6% nel 2025 e il 5,8% nel 2026. A settembre i tassi di interesse dei prestiti alle imprese si sono attestati a circa il 5%. L’organizzazione internazionale afferma anche che il credito continua a decrescere. Infatti, anche se i criteri di concessione dei prestiti sono stati alleggeriti in questi ultimi mesi, restano comunque più rigidi rispetto al periodo precedente alla crisi energetica. Infine, restano ancora elevati i costi legati al servizio del debito per le amministrazioni pubbliche, malgrado le recenti diminuzioni del bonus del rischio sui titoli di Stato italiani.

Pagina aggiornata il 12/12/2024

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