Nota sulla congiuntura – agosto 2025 – UPB

Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), con la Nota congiunturale di agosto 2025, rivede rispetto ad aprile scorso le stime sulla crescita dell’economia italiana, prevista ora allo 0,5% sia per quest’anno che nel 2026. Le lievi revisioni al ribasso (0,1% sul 2025 e 0,2% sul prossimo anno) sono dovute al dato più negativo rispetto alle attese sul PIL del secondo trimestre e al notevole apprezzamento dell’euro sul dollaro. I rischi delle previsioni sono complessivamente orientati al ribasso, a causa del protezionismo e di possibili slittamenti sulla realizzazione delle opere del PNRR. In questa nota congiunturale lo scenario preso a riferimento da l’UPB non tiene conto dei possibili effetti dell’accordo UE-USA sui dazi al 15%, i cui contenuti specifici sono ancora da definire con chiarezza. Sullo scenario internazionale, alla volatilità sui mercati delle materie prime energetiche nello scacchiere commerciale mondiale si aggiunge la dinamica del cambio euro-dollaro, che agisce da ulteriore “dazio implicito” per le esportazioni europee; peggiorano le prospettive degli scambi tra i Paesi, tanto da portare il Fondo Monetario Internazionale a indicare un rallentamento del commercio mondiale sia nel 2025 che nel 2026. L’area dell’euro vede rientrare gradualmente l’inflazione che tocca il 2% a giugno, in linea con l’obiettivo della Banca centrale europea (BCE). L’economia italiana ha registrato una frenata nel secondo trimestre, riducendosi allo 0,1% (dall’0,3 del trimestre precedente) soprattutto per l’apporto negativo della componente estera della domanda che ha più che annullato l’andamento positivo delle spese per consumi e investimenti lordi. Le stime di crescita del 2025, pur sostenute dalla buona dinamica occupazionale in un contesto di inflazione moderata, incorporano l’inattesa battuta d’arresto del PIL nel secondo trimestre; i dati, al momento preliminari, sono stati resi noti dall’Istat nei giorni scorsi quindi gli altri previsori non ne hanno ancora tenuto conto. Nel complesso, il quadro macroeconomico dell’economia italiana è soggetto a rischi, prevalentemente orientati al ribasso e di natura internazionale. Vi sono rilevanti fattori d’incertezza anche all’interno del Paese, in primo luogo sull’evoluzione del PNRR e la realizzazione dei progetti nei tempi programmati.

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Pagina aggiornata il 07/08/2025

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