Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità
Il Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro, in audizione nell’ambito dell’esame preliminare della NADEF 2019, valuta il quadro programmatico che incorpora gli effetti della prossima manovra di bilancio e ipotizza una crescita del PIL reale dello 0,1% nel 2019 e dello 0,6% nel 2020. Sulla base delle informazioni disponibili relative alla composizione della manovra l’UPB ha validato positivamente lo scenario programmatico che prevede un indebitamento netto del 2,2% del PIL nel 2020 e la sua riduzione di 0,4% di PIL in ciascun anno del biennio successivo, riduzione che porterebbe il disavanzo all’1,8% del PIL nel 2021 e all’1,4% nel 2022. Secondo lo scenario programmatico della NADEF il rapporto tra il debito e il PIL dovrebbe seguire, a partire dal 2020, un percorso di stabile e progressiva riduzione; esso raggiungerebbe il 131,4 per cento nel 2022, oltre 4 punti percentuali di PIL in meno rispetto al picco previsto per il 2019 (135,7 per cento). Dall’analisi preliminare UPB formula alcune prime osservazioni: la parte preponderante (circa l’80 per cento) degli interventi correttivi ipotizzati per il 2020 (14 miliardi) è affidata a incrementi di entrate, obiettivo piuttosto ambizioso – specie se confrontato con i risultati ottenuti nel recente passato su tale fronte e difficilmente conseguibile solo attraverso strumenti per favorire il conflitto d’interessi. La manovra, soprattutto nel biennio 2021-22, sconta una riqualificazione della spesa, a vantaggio di maggiori uscite in conto capitale; elevati investimenti aggiuntivi che sembrano di complessa realizzazione anche perché implicherebbero una significativa riqualificazione dell’amministrazione pubblica verso tali obiettivi. Gli obiettivi di deficit – nominale e strutturale – e di debito risultano ancora affidati alla presenza di non trascurabili clausole di salvaguardia su IVA e accise rendendo incerto lo scenario di breve-medio termine. Infine, l’analisi dello scenario programmatico evidenzia numerosi fattori di rischio nella valutazione del rispetto delle regole di bilancio. In base alle stime contenute nella NADEF, nel 2019 la regola sul saldo strutturale sarebbe rispettata in termini annuali mentre vi sarebbe un rischio di deviazione non significativa in media biennale. Per il 2020, vi sarebbe un rischio di deviazione non significativa sia in termini annuali sia in media biennale. Qualora la richiesta di flessibilità pari allo 0,2 per cento del PIL per evento eccezionale (rischio idrogeologico) non venisse accettata dalla Commissione europea, il rischio di deviazione sarebbe significativo sia in termini annuali sia in media biennale. Infine, quanto alla regola di riduzione del rapporto tra il debito e il PIL, essa non viene mai rispettata nel periodo di programmazione, né con il criterio backward looking, né con quello forward looking, né con il criterio di correzione per il ciclo.
Pagina aggiornata il 03/02/2025