Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
Il rapporto di Eurofound analizza nel dettaglio come i salari minimi siano cambiati nell’ultimo anno, con particolare attenzione agli effetti dell’attuazione della Direttiva europea del 2022 sull’adeguatezza dei salari minimi. Nel 2025, i salari minimi in Europa mostrano una tendenza complessivamente positiva, con aumenti significativi che hanno rafforzato il potere d’acquisto dei lavoratori a basso reddito. In molti Stati, soprattutto dell’Europa orientale, gli aumenti sono stati particolarmente marcati: in Romania, per esempio, si è registrato un incremento del 23%, mentre in Croazia e Bulgaria l’aumento ha raggiunto il15%. A questi si affiancano Lituania, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria, che hanno visto crescite a doppia cifra. Inoltre, grazie alla decelerazione dell’inflazione, la maggior parte di questi aumenti si è tradotta in un reale miglioramento del potere d’acquisto per i lavoratori. Solo in pochi casi, come in Germania, Francia, Lussemburgo e Slovenia, i salari reali sono rimasti sostanzialmente invariati. Un altro aspetto significativo messo in evidenza dal rapporto è la progressiva convergenza dei salari minimi tra i diversi paesi europei. Negli ultimi 25 anni, il divario tra i livelli salariali minimi nei vari Stati si è ridotto sensibilmente. Ad esempio, nel 2000 il salario minimo in Lussemburgo era 47 volte più alto rispetto a quello in Romania; oggi, il divario si è ridotto a meno di 5 volte. Invece, se si considerano i valori in termini di potere d’acquisto, la forbice è scesa da 20:1 a circa 2:1. Questo non significa che le disuguaglianze siano sparite, ma che si sta assistendo a un lento ma costante riavvicinamento tra le economie europee più forti e quelle più deboli, almeno per quanto riguarda i salari minimi. Infine, il rapporto sottolinea che, se da un lato gli aumenti salariali e la Direttiva europea rappresentano passi avanti concreti verso una maggiore equità, dall’altro resta ancora molto da fare per garantire che il salario minimo sia davvero “adeguato” nel senso pieno del termine. In particolare, solo pochi Paesi stanno cercando di legare i livelli minimi salariali al costo reale della vita, includendo beni e servizi essenziali come l’abitazione, l’alimentazione e i trasporti. Di conseguenza, è sempre più chiaro che il salario minimo non può agire da solo ma deve essere accompagnato da politiche complementari, come politiche fiscali, abitative e sociali, per essere davvero efficace nella lotta contro la povertà lavorativa e nell’inclusione dei lavoratori più fragili.
Pagina aggiornata il 08/09/2025