Segnalazione da U.O. Monitoraggio contratti e legale
Tra le misure più rilevanti figura la disciplina delle facoltà assunzionali per le amministrazioni dello Stato, le agenzie e gli enti pubblici non economici. In particolare, per le università statali, le autorizzazioni all’assunzione concesse dal Ministero dell’Università e della Ricerca a partire dal 2025 avranno una validità massima di tre anni, senza possibilità di ulteriori proroghe. Le università dovranno quindi programmare con maggiore attenzione le proprie esigenze di reclutamento per non rischiare di perdere le autorizzazioni ottenute. Il decreto stabilisce inoltre scadenze precise per le assunzioni legate a cessazioni dal servizio avvenute negli anni precedenti. Le assunzioni relative a cessazioni del 2022 dovranno avvenire entro il 31 dicembre 2025, quelle del 2023 entro la fine del 2026 e quelle del 2024 entro il 31 dicembre 2027. Questo meccanismo impone alle amministrazioni un’accelerazione nella gestione del turnover per evitare di perdere le risorse assegnate. Un altro intervento riguarda la previdenza sociale: vengono estesi i termini di prescrizione per i contributi pensionistici e assistenziali obbligatori per i dipendenti pubblici e per i collaboratori coordinati e continuativi con la pubblica amministrazione. Parallelamente, viene prorogata di un anno, fino al 31 dicembre 2025, la norma che sospende l’applicazione di sanzioni e interessi di mora per il mancato versamento di tali contributi da parte delle amministrazioni pubbliche. Inoltre il decreto sposta al 31 dicembre 2025 la scadenza per bandire concorsi pubblici senza l’obbligo di esperire preliminarmente le procedure di mobilità volontaria. Inoltre, per alcune categorie di enti territoriali, viene consentita fino al 2026 la stabilizzazione di personale precario in possesso dei requisiti previsti dalla normativa. Sul fronte della governance pubblica, viene stabilita la possibilità di prorogare gli incarichi dei componenti degli organismi indipendenti di valutazione della performance nelle pubbliche amministrazioni, con un limite massimo fissato al 31 dicembre 2027. Inoltre, fino alla fine del 2025, non troverà applicazione il divieto di conferire incarichi amministrativi di vertice ai componenti di consigli comunali con più di 15.000 abitanti.
Pagina aggiornata il 24/03/2025