Industrial relations developments in Member States in 2023–2024 – EUROFOUND

Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Nel biennio 2023–2024, le relazioni industriali nei paesi dell’Unione Europea hanno continuato a evolversi lungo una traiettoria di stabilità strutturale, pur confrontandosi con sfide significative legate ai cambiamenti economici, tecnologici e sociali. Il report di Eurofound restituisce un quadro articolato in cui, più che brusche rotture, si osservano processi di adattamento progressivo, segnati da una ricerca di maggiore efficacia, rappresentatività e inclusività nel dialogo sociale. Uno dei segnali più evidenti di trasformazione riguarda la nascita di nuove organizzazioni sindacali e datoriali in numerosi Stati membri. Questo fenomeno risponde all’esigenza di una rappresentanza più mirata e settoriale, capace di intercettare i bisogni specifici di categorie professionali fino ad ora poco tutelate. È il caso, ad esempio, di Spagna dove si è assistito a un’intensa attività associativa, sia dal lato dei lavoratori che da quello dei datori di lavoro, soprattutto nei settori dell’istruzione, sanità, trasporti e turismo. Parallelamente, in altri paesi si sono verificate fusioni tra sindacati esistenti, volte a consolidare la rappresentanza e a rendere le strutture più resilienti ed efficienti. In termini di partecipazione, il report segnala una variazione nei livelli di adesione sindacale, con alcuni paesi che registrano una leggera ripresa post-pandemica, mentre in altri si nota una redistribuzione degli iscritti tra sigle diverse. Questo è accompagnato da rinnovamenti nelle leadership delle organizzazioni, che possono portare cambiamenti nelle strategie negoziali e nel dialogo con le controparti e con i governi. Un ulteriore ambito di sviluppo è quello della rappresentanza dei lavoratori a livello aziendale. In molti Stati membri sono proseguite le elezioni dei rappresentanti dei lavoratori, con alcune novità rilevanti sul piano normativo. In Slovenia, ad esempio, sono state introdotte modifiche per rafforzare la tutela legale dei rappresentanti contro i licenziamenti, garantendo un margine più ampio di protezione in caso di controversie. Il dialogo sociale resta, quindi, una colonna portante del modello europeo di relazioni industriali. In diversi paesi si è lavorato per rafforzare le strutture consultive e migliorare la partecipazione delle parti sociali alle scelte pubbliche. In Irlanda, ad esempio, è stata istituita la Just Transition Commission, un organismo tripartito pensato per accompagnare la transizione ecologica tenendo conto degli impatti sociali. Infine, a Malta sono state proposte riforme al Consiglio per lo Sviluppo Economico e Sociale, volte a potenziarne il ruolo attraverso una base tecnica più solida e un’esecutività più efficace. 

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Pagina aggiornata il 26/09/2025

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