ILO Monitor: COVID-19 and the world of work. 8th edition

Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

L’ottava edizione di “ILO Monitor: COVID-19 and the world of work. 8th edition” fornisce una panoramica di come i paesi stiano affrontando la loro ripresa, diciotto mesi dopo l’inizio della crisi. Sulla base dei nuovi dati disponibili, l’accento è posto sul modello di ripresa di diversi paesi sviluppati e in via di sviluppo. Alla vigilia del vertice dei leader del G20, l’ILO mette in guardia contro la stagnazione della ripresa del mercato del lavoro globale e le significative disparità tra economie avanzate e in via di sviluppo. Infatti, la perdita di ore di lavoro nel 2021 causate della pandemia sarà significativamente maggiore di quanto stimato in precedenza e si sta verificando anche una ripresa a due velocità tra Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo che minaccia l’intera economia mondiale. Il rapporto dell’ILO prevede che il numero complessivo di ore lavorate nel 2021 sarà del 4,3% inferiore ai livelli pre-pandemia (riscontrati nel quarto trimestre del 2019), equivalente a 125 milioni di posti di lavoro a tempo pieno in meno. Si tratta di una revisione significativa della previsione dell’ILO pubblicata a giugno, che era del 3,5%, ovvero 100 milioni di posti di lavoro a tempo pieno. L’outlook sottolinea, inoltre, l’importanza di fornire un concreto sostegno finanziario e tecnico al fine di mitigare i grandi divari tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo e stimolare una corretta ripresa dell’occupazione a livello mondiale. Nel terzo trimestre del 2021, il totale delle ore lavorate nei paesi ad alto reddito è stato del 3,6% in meno rispetto al quarto trimestre del 2019. Questa diminuzione del numero di ore lavorate ha raggiunto il 5,7% nei paesi a basso reddito e il 7,3% in paesi a reddito medio-basso. Da un punto di vista regionale, l’Europa e l’Asia centrale hanno registrato la minor perdita di ore di lavoro rispetto ai livelli pre-pandemia (2,5%). Seguono Asia e Pacifico, con il 4,6% ed infine l’Africa con il 5,6%. Queste grandi differenze sono in alimentate principalmente da importanti differenze sia nella diffusione delle misure di vaccinazione, sia nello stimolo fiscale. L’ILO fa presente che questi squilibri potrebbero essere corretti in modo rapido ed efficace applicando la solidarietà internazionale ai vaccini. Secondo l’ILO, se i paesi a basso reddito avessero un accesso più equo ai vaccini, il recupero dell’orario di lavoro potrebbe raggiungere quello delle economie più ricche in un solo trimestre. L’altro fattore chiave nel plasmare la ripresa è lo stimolo fiscale. In tale ambito, tuttavia, si sta facendo poco per colmare i divari esistenti. Infatti, dal report emerge che circa l’86% dello stimolo fiscale è concentrato nei paesi ad alto reddito. La crisi del COVID-19 ha colpito anche la produttività e si prevede che il divario di produttività tra paesi avanzati e paesi in via di sviluppo aumenti da 17,5:1 a 18:1 in termini reali.

Pagina aggiornata il 12/12/2024

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