How Workers Use, or Don’t Use, their Skills in the Workplace

Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Nel report How Workers Use, or Don’t Use, their Skills in the Workplace, l’OCSE affronta una questione cruciale per le economie avanzate: la distanza tra le competenze possedute dai lavoratori e il loro effettivo utilizzo nei contesti professionali. Il punto centrale non è soltanto quante competenze siano disponibili, ma quanto esse vengano realmente utilizzate e valorizzate. Il rapporto mostra come in molti Paesi una parte significativa della forza lavoro operi al di sotto del proprio potenziale. Il fenomeno della sottoutilizzazione emerge con particolare evidenza, poiché numerosi lavoratori dotati di solide competenze di alfabetizzazione, capacità numeriche e problem solving svolgono mansioni che non richiedono pienamente tali abilità. Questo disallineamento non rappresenta solo un limite individuale, ma un vero spreco di capitale umano, con ricadute su produttività, innovazione e crescita economica. L’OCSE sottolinea che l’utilizzo delle competenze dipende in larga misura dall’organizzazione del lavoro. Imprese che favoriscono autonomia decisionale, collaborazione, responsabilizzazione e formazione continua riescono a valorizzare meglio il capitale umano. Al contrario, strutture rigide, eccessivamente gerarchiche o fondate su compiti ripetitivi tendono a comprimere il potenziale dei lavoratori. Il fenomeno colpisce in modo particolare giovani, donne, migranti e lavoratori con contratti temporanei, categorie più esposte al rischio di sovra-istruzione o di impiego in ruoli non coerenti con il proprio livello di qualificazione. Le conseguenze si riflettono sia sui salari e sulle opportunità di carriera, sia sul coinvolgimento e sulla soddisfazione professionale. Quindi, investire nell’istruzione è necessario, ma non sufficiente. Occorre affiancare alle politiche formative interventi che migliorino la qualità dell’organizzazione del lavoro e favoriscano una migliore allocazione delle competenze. In un’economia fondata sulla conoscenza, la competitività dipende non solo dal livello di qualificazione della forza lavoro, ma dalla capacità dei sistemi produttivi di riconoscere, attivare e far crescere il talento disponibile.

Allegati

Pagina aggiornata il 04/03/2026

Skip to content