European Working Conditions Survey 2024: Overview report – EUROFOUND

Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Il rapporto “European Working Conditions Survey 2024: Overview report” di Eurofound offre una fotografia ampia e aggiornata delle condizioni di lavoro in Europa, mettendo in luce trasformazioni strutturali e nuove tensioni che attraversano il mondo occupazionale. Nel complesso, emerge un mercato del lavoro che, pur mostrando una certa resilienza dopo le crisi recenti, resta segnato da forti disuguaglianze. La qualità del lavoro varia sensibilmente tra paesi, settori e gruppi sociali: accanto a occupazioni altamente qualificate e autonome, persistono lavori caratterizzati da precarietà, bassa sicurezza e limitate prospettive di sviluppo. Questa polarizzazione è uno dei tratti più evidenti del panorama europeo contemporaneo. Un tema centrale del rapporto è l’intensificazione del lavoro. Molti lavoratori dichiarano ritmi più serrati, maggiore pressione e una crescente difficoltà nel conciliare vita professionale e privata. La diffusione del lavoro da remoto e ibrido, accelerata negli ultimi anni, ha introdotto nuove opportunità di flessibilità, ma anche rischi: l’estensione dei tempi di lavoro, la difficoltà a disconnettersi e un certo isolamento sociale. La salute e il benessere occupano un posto di rilievo nell’analisi. Se da un lato diminuiscono alcuni rischi fisici tradizionali in determinati settori, dall’altro aumentano i rischi psicosociali: stress, ansia e burnout risultano in crescita, soprattutto tra i lavoratori più giovani e nelle professioni ad alta intensità relazionale. Il rapporto sottolinea come la qualità dell’organizzazione del lavoro e il supporto manageriale siano fattori decisivi per mitigare questi effetti. Un altro elemento chiave riguarda il ruolo della contrattazione collettiva nazionale, che si conferma uno strumento decisivo nella regolazione delle condizioni di lavoro. Nei contesti in cui essa è solida ed efficace, garantendo una rappresentanza negoziale strutturata e inclusiva, si osservano livelli più elevati di qualità del lavoro, maggiore soddisfazione tra i lavoratori e una più diffusa fiducia nelle istituzioni. Tuttavia, tali meccanismi non sono uniformemente distribuiti e molti lavoratori, in particolare quelli con contratti atipici, restano poco rappresentati. In Italia il lavoro si colloca leggermente sotto la media UE per qualità complessiva, a causa di una diffusa precarietà, bassa stabilità e limitate prospettive di carriera. A ciò si aggiungono margini ridotti di autonomia, un accesso diseguale a tutele e formazione e un equilibrio vita-lavoro spesso fragile, soprattutto per le donne. Crescono, inoltre, i rischi psicosociali e, nonostante i progressi, la transizione digitale e verde resta ancora disomogenea con opportunità concentrate nei segmenti più qualificati.

 

Allegati

Pagina aggiornata il 06/05/2026

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