Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
Le grandi sfide del mondo del lavoro, inclusa la persistenza delle disuguaglianze e dell’esclusione, rendono sempre più necessario stabilire un quadro chiaro dell’occupazione globale e delle tendenze sociali. Ciò richiede una riflessione critica da parte del mondo politico sull’adeguatezza dei metodi e concetti utilizzati per affrontare le crescenti sfide lavorative, considerando anche il contesto geopolitico in continuo mutamento. Questo studio analizza il mercato del lavoro nelle zone rurali ed in quelle urbane, tenendo conto delle specifiche caratteristiche socio-demografiche delle differenti popolazioni. Fornisce, inoltre, una panoramica dei quadri giuridici che possono essere utilizzati per affrontare le diversità occupazionali nelle zone rurali ed urbane caratterizzate soprattutto da disparità salariali. I dati statistici provenienti da 58 paesi mostrano che, sebbene le persone nelle aree rurali abbiano maggiori probabilità di avere un lavoro rispetto a quelle urbane, esse tendono anche ad avere lavori più rischiosi, godono di meno protezione sociale e ricevono retribuzioni più basse. In particolare, i lavoratori rurali sono pagati, in media, il 24% in meno rispetto alle loro controparti urbane su base oraria e parte di questo divario può essere spiegato da discrepanze tra aree rurali ed urbane in termini di istruzione, esperienza lavorativa e categoria professionale. I paesi in via di sviluppo, invece, mostrano un divario relativamente più ampio. Inoltre, in molti paesi, alcuni gruppi di lavoratori rurali sono più svantaggiati rispetto ad altri, come le donne, che, in media, guadagnano meno degli uomini. Tuttavia, i quadri istituzionali e normativi, in particolare quelli che fissano salari minimi o cercano di promuovere le pari opportunità anche attraverso la contrattazione collettiva possono contribuire a ridurre sia le disuguaglianze che il divario tra aree rurali ed urbane.
Pagina aggiornata il 12/12/2024