Economic Survey of Italy 2019

Segnalazione da U.O. Studi e analisi compatibilità

L’OCSE, forum strategico internazionale che promuove politiche destinate a migliorare il benessere economico e sociale dei cittadini nel mondo collaborando con oltre 100 Paesi, ha presentato a Roma, con la presenza del Segretario Generale Angel Gurría l’ultimo Rapporto Economico sull’Italia. Il Segretario Generale ha sottolineato che “l’economia italiana presenta grandi punti di forza. Le esportazioni, i consumi privati, i flussi di investimenti e il dinamismo del settore manifatturiero hanno favorito la crescita di questi ultimi anni, mentre le riforme del mercato del lavoro hanno contribuito a un aumento del tasso di occupazione di 3 punti percentuali dal 2015 a oggi…il Paese, però, continua ad affrontare significativi problemi in campo economico e sociale……e per risolverli è necessario adottare una serie di riforme pluriennali per favorire una crescita più solida e inclusiva e ripristinare la fiducia nella capacità di riforma”. Al fine di promuovere una crescita economica più solida e inclusiva, il miglioramento delle prospettive occupazionali e la riduzione del livello del debito pubblico italiano, occorre introdurre un ambizioso programma di riforme di ampio respiro, continuando allo stesso tempo ad applicare le significative misure adottate negli ultimi anni (v. principali raccomandazioni). Il Rapporto sottolinea che il PIL pro capite è attestato praticamente allo stesso livello di vent’anni fa e il livello di povertà rimane elevato, specialmente tra i giovani. La scarsa crescita della produttività e le significative diseguaglianze sociali e regionali rappresentano sfide persistenti da affrontare con vigore. Il rapporto debito pubblico/PIL presenta sempre livelli elevati, al 134% e continua a rappresentare una fonte di rischio. Nello studio si rileva come gli italiani presentano generalmente elevati livelli di benessere in ambiti quali l’equilibrio lavoro-vita privata, le relazioni sociali e la salute, mentre i risultati sono meno buoni per quanto riguarda la qualità ambientale, l’istruzione e le competenze. Il numero degli occupati è aumentato, passando al 58% della popolazione in età lavorativa, ma il tasso di occupazione in Italia è tuttora uno dei più bassi tra quelli dei Paesi dell’OCSE, specialmente per le donne e i giovani. I significativi divari tra i tassi di occupazione sono all’origine della maggior parte delle disparità del tenore di vita tra le varie regioni. Anche la qualità del lavoro presenta un livello relativamente basso. Una percentuale sempre più elevata di nuovi posti di lavoro è rappresentata dal lavoro temporaneo e si registra un elevato squilibrio tra le competenze dei lavoratori e il lavoro effettivamente svolto.

Pagina aggiornata il 19/12/2024

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