Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità
Nella riunione di dicembre 2022 il Consiglio direttivo ha deciso di innalzare i tassi di interesse e prevede ulteriori significativi aumenti perché l’inflazione continua a essere troppo elevata e, secondo le proiezioni, si manterrebbe su un livello superiore all’obiettivo per un periodo di tempo troppo prolungato. Secondo la stima preliminare dell’Eurostat l’inflazione si è collocata al 10% a novembre, ossia a un livello lievemente inferiore rispetto al 10,6% registrato a ottobre. Tale calo è riconducibile principalmente all’andamento più moderato della componente energetica. L’inflazione dei beni alimentari e le pressioni di fondo sui prezzi in tutta l’economia si sono rafforzate e si protrarranno per qualche tempo. In un contesto di eccezionale incertezza, gli esperti dell’Eurosistema hanno rivisto significativamente al rialzo le proiezioni sull’inflazione, che si collocherebbe, in media, all’8,4% nel 2022 per poi scendere al 6,3% nel 2023 e registrare una marcata riduzione in corso d’anno. Secondo le proiezioni, l’inflazione dovrebbe segnare, in media, il 3,4% nel 2024 e il 2,3% nel 2025. In base alle proiezioni macroeconomiche formulate a dicembre 2022 dagli esperti dell’Eurosistema, una eventuale recessione sarebbe relativamente breve e di lieve entità. Tuttavia nel 2023 la crescita dovrebbe essere contenuta ed è stata rivista significativamente al ribasso rispetto alle proiezioni degli esperti della BCE di settembre 2022 per l’area dell’euro. Oltre il breve periodo l’espansione economica dovrebbe segnare una ripresa, con il venir meno delle circostanze sfavorevoli. Nel complesso le proiezioni di dicembre 2022 segnalano una crescita dell’economia del 3,4% nel 2022, dello 0,5 nel 2023, dell’1,9 nel 2024 e dell’1,8 nel 2025.
Pagina aggiornata il 22/01/2025