Segnalazione da U.O. Studi e analisi compatibilità
A livello mondiale l’attività economica ha continuato a espandersi, sebbene a un ritmo in via di rilevante moderazione, nel quadro di una combinazione di fattori, fra cui assumono maggiore peso le persistenti strozzature dal lato dell’offerta. Le pressioni sui prezzi rimangono elevate a causa dell’aumento dell’inflazione dei beni alimentari ed energetici, che riflette il rimbalzo dei prezzi dai bassi livelli su cui si collocavano subito dopo l’insorgere della pandemia di coronavirus (COVID-19). Si ritiene che la maggior parte delle pressioni sui prezzi sia di natura temporanea. L’economia dell’area dell’euro ha proseguito la sua ripresa vigorosa, sebbene a un ritmo in certa misura più moderato. Ci si attende che il prodotto superi il livello su cui si collocava prima della pandemia entro la fine dell’anno. La stretta della pandemia sull’economia si è allentata visibilmente, a fronte dell’elevato numero di persone attualmente vaccinate. Questa evoluzione sostiene la spesa per consumi, in particolare nei settori del tempo libero, della ristorazione, dei viaggi e dei trasporti. Nei prossimi mesi, però, i rincari dei beni energetici potrebbero ridurre il potere di acquisto. Le condizioni del mercato del lavoro continuano a migliorare. La disoccupazione è diminuita e il numero dei beneficiari delle misure di integrazione salariale è sceso significativamente dal picco dello scorso anno. Ciò sorregge la prospettiva di un incremento dei redditi e della spesa. Tuttavia, sia il numero di persone incluse nelle forze di lavoro, sia le ore lavorate nell’economia restano inferiori ai livelli pre-pandemia. Per sostenere la ripresa, misure di bilancio mirate e coordinate dovrebbero continuare ad affiancare la politica monetaria. Tale sostegno consentirà inoltre all’economia di adeguarsi ai cambiamenti strutturali in atto.
Pagina aggiornata il 22/01/2025