Bollettino economico n. 4/2022

Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

Nel terzo trimestre l’attività economica mondiale ha continuato a risentire dell’inflazione molto alta, del peggioramento delle condizioni finanziarie, dell’incertezza legata al conflitto in Ucraina e della debolezza dell’attività in Cina. Le più recenti previsioni delle istituzioni internazionali prefigurano un ulteriore indebolimento della crescita globale per il prossimo anno, con rischi orientati al ribasso. Secondo il valore centrale delle stime in Italia il prodotto sarebbe marginalmente diminuito nel trimestre estivo. Dal lato della domanda, la spesa delle famiglie è frenata dalla perdita di potere d’acquisto dovuta all’elevata inflazione. Le imprese manifestano un maggiore pessimismo sulle condizioni per investire, connesso con la protratta incertezza legata all’evoluzione della guerra in Ucraina. Emergono indicazioni di rallentamento per l’occupazione. L’inflazione ha raggiunto il 9,4% in settembre, continuando a risentire degli eccezionali rincari energetici e della loro trasmissione ai prezzi degli altri beni e servizi. Secondo le stime più recenti, in uno scenario di base il PIL aumenterebbe del 3,3% nel complesso dell’anno in corso, rallenterebbe allo 0,3 nel 2023 e crescerebbe dell’1,4 nel 2024. L’inflazione al consumo si collocherebbe all’8,5% nella media del 2022, scendendo al 6,5 nel 2023, per poi attestarsi poco sopra il 2% l’anno successivo. In uno scenario avverso – in cui si ipotizzano un arresto delle forniture di gas russo dall’ultimo trimestre del 2022, nuovi rincari energetici e un più marcato rallentamento del commercio mondiale – il prodotto si contrarrebbe di oltre l’1,5% nel 2023 e tornerebbe a crescere moderatamente nel 2024; l’inflazione continuerebbe a salire anche il prossimo anno, superando il 9%, per poi scendere in maniera decisa nel 2024.

Pagina aggiornata il 23/12/2024

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