Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità
La grande incertezza che continua a caratterizzare le politiche commerciali, alimentata da una sequenza di annunci, sospensioni e contenziosi, nonché dall’imprevedibilità degli esiti dei negoziati tra gli Stati Uniti e i principali partner commerciali pesa sul quadro internazionale e sull’attività economica globale. Per la prima volta in tre anni, nel primo trimestre del 2025 si è contratto il prodotto negli Stati Uniti, dove l’anticipo degli acquisti dall’estero in vista dell’entrata in vigore di nuovi più alti dazi, poi annunciati il 2 aprile, ha generato un marcato aumento delle importazioni. L’accelerazione del commercio internazionale che ne è derivata è tuttavia destinata a essere transitoria, secondo gli indicatori disponibili. L’OCSE ha rivisto nuovamente al ribasso le previsioni di crescita del PIL globale. Il PIL italiano è cresciuto nel primo trimestre dello 0,3% rispetto al periodo precedente, grazie all’aumento di consumi e investimenti e, in misura minore, della domanda statunitense. Dopo la prolungata riduzione iniziata nel 2022, sono emersi segnali positivi per l’attività manifatturiera, che rimane tuttavia esposta all’instabilità del contesto internazionale. Sulla base delle valutazioni della Banca d’Italia, nel secondo trimestre il prodotto ha rallentato. Alla dinamica contenuta dei consumi delle famiglie e della spesa per investimenti, che risentono del basso clima di fiducia e dell’elevata incertezza, si è associato l’indebolimento della domanda estera. L’attività è aumentata sia nell’industria sia nei servizi. Secondo le più recenti proiezioni il PIL crescerà dello 0,6% nel corso del 2025 e di circa lo 0,8 nella media del biennio successivo. Il quadro previsivo è soggetto a una significativa incertezza riconducibile in particolare all’evoluzione delle tensioni geopolitiche e commerciali.
Pagina aggiornata il 17/07/2025