Bollettino economico n. 3/2023

Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

Nonostante la vivace dinamica dei servizi nelle principali economie l’attività economica mondiale è frenata dall’alta inflazione e da condizioni di finanziamento restrittive. Per il nostro Paese, secondo le stime Banca d’Italia il prodotto interno lordo si è mantenuto pressoché invariato in primavera, soprattutto a causa della contrazione dell’attività manifatturiera, su cui grava l’indebolimento del ciclo industriale globale. L’espansione dei consumi delle famiglie è proseguita a ritmi più contenuti. Gli investimenti sono frenati da condizioni di finanziamento più rigide e da prospettive di domanda meno favorevoli. L’occupazione continua a crescere, la dinamica salariale si rafforza e si ampliano lievemente i margini di profitto. Nell’aggiornamento dello scenario di base per il triennio, la crescita del prodotto si colloca all’1,3% quest’anno, allo 0,9 nel 2024 e all’1,0 nel 2025. Nei prossimi trimestri la ripresa risentirebbe dell’irrigidimento delle condizioni di finanziamento e della debolezza del commercio internazionale. L’inflazione si porterebbe al 6,0 per cento nella media di quest’anno e scenderebbe al 2,3 nel 2024 e al 2,0 nel 2025, riflettendo gli effetti del calo dei prezzi delle materie prime energetiche. L’inflazione di fondo, attesa al 4,5 per cento nel 2023, raggiungerebbe il 2,0 alla fine del triennio di previsione. Le proiezioni sono circondate da un’incertezza elevata, con rischi al ribasso per la crescita.

Pagina aggiornata il 23/12/2024

Skip to content