Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità
Secondo le stime basate sull’andamento favorevole di molti indicatori (quali la produzione industriale, il traffico commerciale e i consumi elettrici) e sulle informazioni tratte dai sondaggi, nei mesi estivi sarebbe proseguita la crescita dell’economia italiana: il PIL sarebbe aumentato a un ritmo superiore a quello del secondo trimestre e in linea con la tendenza di fondo emersa dalla fine dello scorso anno. La crescita appare diffusa: vi avrebbe contribuito l’incremento del valore aggiunto sia nei servizi sia nell’industria in senso stretto. Gli indicatori disponibili suggeriscono che l’espansione produttiva continua a essere sostenuta dalla domanda interna. Una crescita dei consumi nel terzo trimestre, a un ritmo lievemente superiore rispetto a quello del periodo precedente, è indicata dal clima di fiducia delle famiglie e dalle immatricolazioni di autoveicoli. Secondo le indicazioni congiunturali più recenti, l’incremento dell’occupazione registrato nel secondo trimestre è proseguito nei mesi estivi. Il numero degli occupati è tornato su livelli prossimi a quelli precedenti l’avvio della crisi globale; le ore lavorate sono però oltre il 5 per cento al di sotto del livello pre-crisi, segnalando un sottoutilizzo ancora ampio del fattore lavoro. Nella prima metà dell’anno le retribuzioni contrattuali e di fatto nel settore privato non agricolo sono cresciute in misura contenuta (rispettivamente dello 0,5 e dello 0,7 sul corrispondente periodo del 2016). L’inflazione ha recuperato ma resta bassa; si è collocata all’1,3 per cento in settembre, all’1,1 per la componente di fondo. Nel complesso il credito al settore privato non finanziario è cresciuto di circa l’1 per cento in ragione d’anno in agosto. Il miglioramento delle condizioni macroeconomiche si riflette positivamente sulla qualità del credito delle banche italiane. Nel corso degli ultimi dodici mesi le quotazioni delle banche italiane sono cresciute del 51 per cento, più di quelle della borsa italiana e delle altre banche europee. In ottobre, a seguito del comunicato del Consiglio di vigilanza della BCE relativo alla consultazione su una possibile integrazione alle nuove linee guida sulla gestione dei crediti deteriorati, i corsi dei titoli bancari italiani si sono tuttavia indeboliti.
Pagina aggiornata il 08/01/2025