Bollettino economico n. 2/2023

Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

Nei primi mesi dell’anno le istituzioni internazionali confermano la prospettiva di un rallentamento del PIL globale per l’anno in corso, seppure meno pronunciato di quanto stimato nell’autunno del 2022. Prosegue la restrizione monetaria nelle principali economie avanzate e sono emerse tensioni sui mercati internazionali; nell’area dell’euro l’attività cresce debolmente e l’inflazione diminuisce, ma sale la componente di fondo La dinamica retributiva, sostenuta dalla robusta crescita dell’occupazione, si sta rafforzando. Nel primo trimestre del 2023 il PIL dell’Italia sarebbe cresciuto lievemente, sostenuta dal settore manifatturiero, il quale beneficia della discesa dei corsi energetici e dell’allentamento delle strozzature lungo le catene di approvvigionamento. La spesa delle famiglie sarebbe rimasta debole, a fronte di un’inflazione ancora alta. Proseguirebbe invece l’accumulazione di capitale. Le imprese intervistate tra febbraio e marzo nell’ambito delle indagini della Banca d’Italia segnalano che le condizioni per investire sono divenute meno sfavorevoli. Le vendite all’estero aumentano e il saldo di conto corrente è tornato positivo. L’occupazione continua a salire e la dinamica salariale si conferma moderata, i margini di profitto delle imprese sono aumentati lievemente. Il calo dell’inflazione è trainato dalla componente energetica, mentre quella di fondo rimane elevata.

Pagina aggiornata il 23/12/2024

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