Bollettino economico n. 1/2025

Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

L’attività economica rimane robusta negli Stati Uniti, ma perde slancio nelle altre economie avanzate. Secondo le valutazioni, nel 2025 il commercio mondiale si espanderà poco al di sopra del 3%, in linea con l’andamento atteso del prodotto globale. Il PIL dell’area dell’euro rallenta, l’inflazione fluttua attorno al 2%. A dicembre il Consiglio direttivo della BCE ha tagliato di ulteriori 25 punti base i tassi di interesse di riferimento. Nonostante il graduale allentamento della politica monetaria si trasmetta regolarmente al costo del credito, i prestiti alle imprese e alle famiglie nell’area dell’euro rimangono modesti, in un contesto di elevata incertezza e di debolezza della domanda. In Italia l’attività stenta a recuperare slancio. Alla persistente fiacchezza della manifattura si accompagna, come nel resto dell’area, il rallentamento dei servizi. Nelle costruzioni sarebbe proseguita l’espansione dell’attività, sostenuta anche dalle opere del PNRR. Secondo le proiezioni della Banca d’Italia la crescita acquisirebbe vigore nel corso di quest’anno, grazie soprattutto all’accelerazione dei consumi e delle esportazioni, collocandosi intorno all’1% in media nel triennio 2025-27. Nonostante il numero di occupati continui ad aumentare, le ore lavorate per addetto sono in calo e si mantiene elevato il ricorso alla Cassa integrazione guadagni, soprattutto nella manifattura. La graduale flessione della partecipazione è proseguita anche in autunno, contribuendo a portare il tasso di disoccupazione a un livello eccezionalmente basso. La crescita robusta delle retribuzioni nel settore privato concorre al progressivo recupero del potere d’acquisto delle famiglie.

Pagina aggiornata il 29/01/2025

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