Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità
L’economia mondiale rallenta: negli Stati Uniti emergono alcuni segnali di indebolimento dell’attività economica e in Cina la crescita rimane al di sotto dei valori pre-pandemici. Le più recenti stime dell’OCSE prefigurano un rallentamento del PIL globale nell’anno in corso, per effetto delle politiche monetarie restrittive e del peggioramento della fiducia di consumatori e imprese. Nell’area dell’euro l’attività economica resta debole e il processo di disinflazione si consolida: negli ultimi mesi l’inflazione è stata inferiore alle attese e la disinflazione si è estesa alle principali componenti del paniere. Nelle proiezioni degli esperti dell’Eurosistema elaborate in dicembre, l’inflazione raggiungerebbe il 2% nel 2025. In Italia il prodotto è rimasto stazionario nel quarto trimestre del 2023: secondo le stime della Banca d’Italia, la crescita nel nostro Paese è stata pressoché nulla alla fine del 2023, le proiezioni prefigurano un aumento del PIL dello 0,6% nel 2024 e dell’1,1% per cento nel 2025 e 2026. L’occupazione continua a crescere e la dinamica salariale rimane robusta: in autunno il mercato del lavoro ha mostrato segnali di tenuta: l’occupazione ha continuato a crescere, anche se a ritmi inferiori rispetto alla prima parte dell’anno. Nel terzo trimestre si è ulteriormente rafforzata la dinamica delle retribuzioni nel settore privato non agricolo.
Pagina aggiornata il 23/12/2024