AI in human resource management: The limits of empiricism

Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Il Working Paper 154 dell’ILO esamina in profondità il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella gestione delle risorse umane, mettendo in luce come l’entusiasmo per la misurazione e l’automazione rischi di essere accompagnato da un’eccessiva fiducia nella presunta oggettività dei dati. Secondo gli autori, molte organizzazioni adottano strumenti di IA dando per scontato che più informazioni e più calcoli conducano automaticamente a decisioni migliori. Questa visione, tuttavia, trascura i limiti intrinseci dei sistemi algoritmici e può tradursi in scelte che non soltanto non migliorano i processi HR, ma li rendono più fragili, meno equi e più difficili da contestare. Il rapporto invita quindi a guardare all’IA attraverso tre lenti fondamentali: gli obiettivi per cui viene introdotta, la qualità e la natura dei dati su cui si basa e la logica interna dei modelli che la governano. In ciascuno di questi aspetti emergono potenziali distorsioni: obiettivi formulati in modo riduttivo, dati incompleti e algoritmi non del tutto corretti. Anche quando l’intenzione è migliorare l’efficienza, questi elementi possono consolidare disparità esistenti e produrre risultati ingiusti, soprattutto quando il personale non ha strumenti per comprendere o contestare le decisioni automatizzate. Di fronte a tali rischi, il rapporto sostiene che un’adozione responsabile dell’IA richiede ben più della semplice implementazione tecnica. È necessario coinvolgere attivamente lavoratori, rappresentanze sindacali e professionisti HR, costruendo meccanismi di governance solidi, trasparenti e verificabili. Serve inoltre garantire che i sistemi possano essere spiegati e valutati, offrendo ai lavoratori informazioni chiare su come e quando l’IA decve intervenire nei processi decisionali. Solo in questo modo la tecnologia può realmente sostenere i principi del lavoro dignitoso, come la non discriminazione, la trasparenza e la tutela dei diritti fondamentali. In conclusione, l’ILO invita a superare l’idea che l’evidenza empirica e la quantificazione siano di per sé sinonimo di verità o neutralità. L’intelligenza artificiale, nel contesto delle risorse umane, può essere uno strumento prezioso, ma solo se utilizzata con senso critico, attenzione ai valori sociali e una chiara consapevolezza dei suoi limiti strutturali.

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Pagina aggiornata il 26/11/2025

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