Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità
Gli effetti del protezionismo si manifestano lentamente sullo scenario internazionale; il Fondo monetario internazionale ha migliorato le attese per il 2025 ma ha limato l’attesa sulla crescita del PIL dell’area dell’euro per il 2026: le previsioni sono soggette a un’elevata incertezza delle ipotesi, soprattutto per quanto attiene alle politiche commerciali. Per il nostro Paese, dopo la temporanea accelerazione in inverno il PIL si è ridotto, per la prima volta da quasi tre anni, nel secondo trimestre (-0,1% in termini congiunturali) e la dinamica produttiva si mantiene inferiore a quella dell’area dell’euro. Sul mercato del lavoro, l’occupazione è rimasta invariata nei mesi primaverili e la dinamica delle retribuzioni contrattuali orarie si è attenuata; i salari in termini reali restano nettamente inferiori a quelli del 2020. Quanto alle previsioni, le stime dei modelli di breve termine dell’UPB indicano per il terzo trimestre una congiuntura ancora debole, sostanzialmente stagnante: la crescita del PIL per il 2025 si conferma nell’intorno dello 0,5%, con le prospettive caratterizzate da rischi significativi, soprattutto a causa del frammentato contesto internazionale.
Pagina aggiornata il 06/11/2025