Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
Il rapporto “Governing with Artificial Intelligence” dell’OCSE evidenzia come l’IA stia progressivamente trasformando il modo in cui le amministrazioni pubbliche operano, prendono decisioni e offrono servizi. L’adozione di queste tecnologie, se ben gestita, può rappresentare un potente strumento per migliorare l’efficienza interna, la qualità dei servizi al cittadino e la capacità di anticipare i bisogni della società. Tuttavia, l’uso dell’IA nella pubblica amministrazione è ancora limitato e frammentato. Mentre alcuni ambiti, come i servizi digitali e la giustizia, mostrano segnali promettenti altre funzioni cruciali come la gestione del personale, la fiscalità o la valutazione delle politiche restano indietro. Le cause sono molteplici: mancanza di competenze, infrastrutture digitali inadeguate, difficoltà di accesso a dati affidabili e meccanismi di governance ancora deboli. Per superare questi ostacoli, l’OCSE invita i governi a rafforzare le proprie capacità istituzionali e tecniche, a investire nella formazione del personale e a dotarsi di strumenti normativi e organizzativi che permettano un uso dell’IA efficace ma anche responsabile. L’adozione di principi di trasparenza e valutazione del rischio è fondamentale per mantenere alta la fiducia dei cittadini e garantire che l’innovazione sia realmente al servizio dell’interesse pubblico. In definitiva, l’intelligenza artificiale non è una soluzione automatica, ma una leva che, se accompagnata da una visione strategica e da un’amministrazione competente, può contribuire in modo decisivo alla modernizzazione dello Stato e alla costruzione di una pubblica amministrazione più reattiva, inclusiva e capace di rispondere alle sfide del nostro tempo. Nel rapporto l’Italia è citata come esempio concreto di applicazione responsabile dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione. Il caso riguarda la Corte dei Conti, che ha sviluppato GiusBERTo, un sistema basato su IA per automatizzare l’anonimizzazione delle decisioni giudiziarie. Questa tecnologia consente di pubblicare gli atti garantendo sia la protezione dei dati personali, sia il diritto all’accesso pubblico alle informazioni. Il processo avviene in forma semi-automatica, combinando l’analisi dell’IA con una revisione umana per assicurare precisione e affidabilità. L’OCSE riconosce questo esempio come una buona pratica che dimostra come l’innovazione digitale possa rafforzare i principi di trasparenza e legalità, senza compromettere la tutela dei diritti fondamentali.
Pagina aggiornata il 15/10/2025