OECD Economic Outlook, Interim Report March 2025. Steering through uncertainty

Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Nelle sue previsioni intermedie l’OCSE taglia le stime sul PIL mondiale, che nel 2025 aumenterà del 3,1%, lo 0,2% in meno rispetto a quanto indicato a dicembre, mentre nel 2026 si fermerà al 3%. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico spiega che se i dazi verranno confermati saranno un ostacolo per l’attività economica globale, sia provocando un aumento dei prezzi dei prodotti finali importati per consumatori e imprese, sia causando un aumento dell’inflazione che determinerebbe una politica monetaria più restrittiva. La crescita economica Statunitense dovrebbe essere pari al 2,2% del PIL nel 2025, contro il 2,4% stimato a dicembre. Nel 2026, invece, la crescita dovrebbe arrestarsi all’1,6%. L’effetto delle tensioni geopolitiche e dei dazi dovrebbero intaccare maggiormente Canada e Messico, che sono economie più dipendenti dal commercio, laddove per il Messico si prevede addirittura una recessione. Per quanto riguarda la zona Euro la crescita dovrebbe essere pari all’1% nel 2025 e all’1,2% nel 2026, in ribasso dello 0,3% in entrambi gli anni rispetto alle stime di dicembre. Per l’Italia, la crescita del PIL si fermerebbe allo 0,7% quest’anno (-0,2%) e resterebbe sotto l’1% anche il prossimo (allo 0,9%, con un taglio delle previsioni dello 0,3%). La Germania registrerebbe una crescita dello 0,4% nel 2025 e dell’1,1% nel 2026. L’OCSE conferma, invece, le stime di crescita della Cina, al 4,8% quest’anno e al 4,4% nel 2026. Infine, il rallentamento dell’economia globale provocherà un aumento dell’inflazione che di recente è tornata a crescere in molte economie. L’inflazione dei prezzi dei servizi è rimasta elevata, con un tasso mediano del 3,6% nelle economie OCSE. Nel periodo 2025-26 si prevede, invece, che l’inflazione sarà più alta di quanto previsto in precedenza, raggiungendo un 3,8% nel 2025 e un 3,2% nel 2026 nelle economie del G20. L’inflazione di fondo rimarrà, quindi, al di sopra degli obiettivi delle banche centrali in molti paesi nel 2026. Proprio per questo le banche dovranno restare vigili data l’elevata incertezza che fa pressione sia sui prezzi che sui salari.

Pagina aggiornata il 11/04/2025

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