Esame preliminare del DEF 2019 – Audizione del Presidente Giuseppe Pisauro

Segnalazione da U.O. Studi e analisi compatibilità

Il Presidente Pisauro nella sua relazione ha analizzato il contenuto del DEF, illustrando le ragioni che, alla luce delle informazioni disponibili, hanno condotto a un esito positivo il processo di validazione del quadro programmatico 2019-2022. Le previsioni macroeconomiche programmatiche del MEF e quelle del panel UPB (Cer, Prometeia e Ref, oltre allo stesso UBP) sono nel complesso coerenti. Nel breve termine il quadro degli indicatori disponibili sembra segnalare, pur tra tendenze poco omogenee delle inchieste congiunturali, primi timidi segnali di recupero per il primo trimestre. Tuttavia lo scenario macroeconomico a medio termine dell’economia italiana resta condizionato da forti rischi, prevalentemente orientati al ribasso, che inducono cautela nelle previsioni. Sul versante della finanza pubblica, il Presidente dell’UPB ha rilevato che il DEF prende atto dello sforamento del deficit rispetto al livello atteso per il 2018 e della traiettoria meno favorevole dei conti pubblici tendenziali, a seguito del peggioramento congiunturale dell’economia. In assenza di interventi, il deficit pubblico aumenterebbe al 2,4 per cento del PIL nel 2019, per scendere al 2 per cento nel 2020 e all’1,8 a all’1,9 per cento nei due anni successivi. Le risorse da reperire per garantire la discesa progressiva del disavanzo programmata nel DEF risultano costituite rispettivamente da: 1) le coperture alternative alle clausole di salvaguardia; 2) le somme destinate a finanziare le politiche invariate e a incrementare gli investimenti; 3) le risorse necessarie per assicurare una correzione ulteriore del disavanzo in linea con gli obiettivi programmatici del DEF.

Pagina aggiornata il 03/02/2025

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