Memoria nell’ambito dell’esame della Relazione sullo stato di attuazione del PNRR – UPB

Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) ha trasmesso al Parlamento l’analisi sullo stato di attuazione del PNRR nella formulazione approvata a livello europeo il 13 luglio 2021, insieme a prime e limitate indicazioni sulla versione modificata del Piano che ha ricevuto parere favorevole dalla Commissione europea lo scorso 24 novembre e per la quale si attende la Decisione del Consiglio europeo. La valutazione dello stato di attuazione del PNRR si avvale dell’integrazione dei dati contenuti in ReGiS con informazioni esterne, come quelle dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC). L’approfondimento dell’UPB fornisce una visione di insieme sull’avanzamento del PNRR in relazione ai progetti finanziati sul territorio, dando conto della celerità e dell’efficacia con cui i soggetti attuatori si sono attivati nelle Regioni e nelle macro-aree del Paese. In questo ambito si nota che, l’assegnazione delle risorse è avvenuta con celerità non dissimile tra Nord, Centro e Mezzogiorno, anche se nel Sud la distribuzione risulta meno omogenea. Differenze tra Regioni e tra macro-aree si amplificano quando si considerano la quota dei progetti conclusi e la capacità di bandire e assegnare i lavori per la loro realizzazione. La memoria inoltre analizza il momento della messa a gara dei progetti per la realizzazione da parte di imprese o altri operatori di mercato. L’avvio delle gare soffre di ritardi su tutto il territorio nazionale ma con maggiore rilievo nel Mezzogiorno. L’analisi fa trasparire la criticità data dall’elevata numerosità di piccoli progetti con soggetti attuatori di natura privata o mista dispersi sul territorio, probabilmente con ridotta esperienza di gestione delle gare. I ribassi sulla base d’asta risultano in media significativi, nell’ordine del 15%, anche se inferiori a quelli medi registrati negli appalti pubblici. L’approfondimento dell’UPB è in parte dedicato anche a fornire indicazioni preliminari sulla revisione del Piano approvata dalla Commissione europea lo scorso 24 novembre; dalle informazioni a oggi disponibili emerge che le modifiche approvate dalla Commissione europea non coincidono integralmente con quelle proposte dal Governo la scorsa estate. La rimodulazione del Piano e del profilo temporale delle rate potrebbe determinare la necessità di un maggiore ricorso al mercato a meno di riduzioni compensative di spese in altre voci del bilancio dello Stato.

Pagina aggiornata il 31/01/2025

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