Segnalazione da U.O. Monitoraggio contratti e legale
Il Collegio si esprime sulla possibilità di erogare incentivi in favore del personale dipendente impegnato nell’attività di accertamento e riscossione dell’Imu e della Tari, affermando che l’amministrazione può corrispondere benefici ai dipendenti interessati in tali attività, ma esclusivamente quando ricorrano determinate condizioni di ordine generale da parte delle amministrazioni interessate. Nello specifico, secondo i magistrati contabili, i requisiti necessari per l’attribuzione degli incentivi al personale sono: “che il Comune abbia approvato il bilancio di previsione e il rendiconto entro i termini stabiliti dal testo unico di cui al decreto legislativo 267/2000 ; che il Comune abbia adottato un proprio regolamento, atto formale individuato dal legislatore quale fonte idonea a determinare – nell’ an e nel quantum-la destinazione delle risorse disponibili (pari a una percentuale del maggiore gettito accertato e riscosso, nella misura massima del 5%); che l’utilizzo delle risorse così individuate sia limitato all’anno di riferimento, per tale dovendosi intendere l’annualità successiva a quella in cui è stato accertato a consuntivo il maggiore gettito; che la quota destinata al personale impiegato nel raggiungimento degli obiettivi del settore entrate sia attribuita sulla base dei criteri fissati dalla contrattazione integrativa; che il beneficio attribuito ad ogni singolo dipendente non superi il 15 per cento del trattamento tabellare annuo lordo individuale; che il servizio di accertamento delle imposte in esame non sia stato esternalizzato in concessione”.