Segnalazione da U.O. Studi e analisi compatibilità
Nell’area dell’euro si sono accentuati i segnali favorevoli sulla crescita dell’attività economica, in un contesto caratterizzato dal consolidamento della ripresa dell’economia mondiale e degli scambi internazionali. Tuttavia l’inflazione è tornata a sorprendere al ribasso rispetto alle attese e la sua dinamica di fondo rimane debole e il Consiglio direttivo della BCE ritiene necessario mantenere un grado elevato di accomodamento monetario per assicurare un aggiustamento durevole dell’inflazione verso l’obiettivo. Secondo nostre stime la crescita del PIL in Italia è proseguita nei mesi primaverili, attestandosi attorno allo 0,4 per cento, come nel primo trimestre. Il prodotto avrebbe tratto beneficio dall’andamento favorevole nel settore dei servizi e dalla ripresa del valore aggiunto dell’industria, dopo il calo temporaneo registrato all’inizio dell’anno. I giudizi sulle condizioni per investire sono migliorati in tutti i comparti; le esportazioni hanno continuato ad aumentare nella prima parte dell’anno; le prospettive per gli ordini esteri sono positive. Prosegue l’espansione dell’occupazione, nonostante il venir meno degli incentivi alle nuove assunzioni a tempo indeterminato. Secondo le proiezioni presentate in questo Bollettino, il PIL dell’Italia dovrebbe aumentare dell’1,4 per cento quest’anno, dell’1,3 il prossimo e dell’1,2 nel 2019. Rispetto alle stime formulate lo scorso gennaio, la crescita è stata rivista sensibilmente al rialzo, riflettendo l’accelerazione dell’attività economica all’inizio dell’anno, nonché sviluppi più favorevoli della domanda estera e dei mercati delle materie prime energetiche. L’inflazione si manterrebbe modesta nel corso di quest’anno e del prossimo; salirebbe all’1,6 per cento nel 2019, grazie a una moderata accelerazione delle retribuzioni.
Pagina aggiornata il 08/01/2025