Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
Fin dal suo avvio, avvenuto nel 1990, l’indagine europea sulle condizioni di lavoro ha fornito una panoramica generale sulle condizioni di lavoro in Europa, con l’intento di:
· valutare e quantificare in modo armonizzato sia le condizioni di lavoro dei lavoratori dipendenti sia quelle dei lavoratori autonomi in Europa;
· analizzare i legami esistenti tra i vari aspetti delle condizioni di lavoro;
· individuare i gruppi a rischio e le questioni che destano preoccupazione nonché i progressi compiuti;
· monitorare le tendenze fornendo indicatori omogenei su tali questioni;
· contribuire allo sviluppo delle politiche europee.
L’edizione 2020 fornisce un’istantanea di come le misure di confinamento COVID-19 hanno cambiato l’occupazione, il lavoro e la qualità della vita in Europa. Questo annuario parla anche dei recenti sviluppi sociali ed economici, soffermandosi su tematiche come il dialogo sociale, l’uguaglianza di genere e l’accesso al digitale. La rapidità della ripresa Europea dipenderà significativamente da come varrà gestita la transazione digitale e il Green Deal europeo. Queste due tematiche saranno la chiave di una transizione di successo verso un futuro verde e digitale. Un altro tema importante affrontato dall’indagine europea è quello dello sviluppo delle competenze. Il management aziendale non è sempre consapevole dell’importanza di un corretto sviluppo delle competenze professionali. Non basta una gestione incentrata sulle risorse umane, serve anche un constante aggiornamento professionale a partire dai direttori generali per migliorare le capacità di leadership e la formazione manageriale. I vertici aziendali devono porre le basi per una corretta riqualificazione della forza lavoro attraverso lo sviluppo di competenze in modo da rendere l’azienda più competitiva ed efficiente e riuscire, cosi, a superare al meglio questo momento di crisi legato alla pandemia di COVID-19. Il report si sofferma anche sul divario retributivo di genere e sottolinea come questo influisca negativamente sulle condizioni di lavoro, presupponendo che il lavoro delle donne abbia un valore inferiore rispetto a quello degli uomini. Nel 2018, le donne guadagnavano il 15% in meno l’ora rispetto agli uomini e questo divario è diminuito di appena 1 punto percentuale rispetto al 2010. Il problema del divario retributivo di genere è che questo tipo di retribuzione è legata alla performance e include qualsiasi forma di retribuzione in aggiunta al salario di base. L’assegnazione di tale paga è, quindi, soggetta alla discrezionalità dei dirigenti e come dimostrato dal rapporto di Eurofound le retribuzioni dei dipendenti di sesso maschile sono notevolmente superiori rispetto alle loro controparti femminili. In ultimo, l’indagine di Eurofound affronta il tema del lavoro agile, che in questo ultimo anno di pandemia ha permesso di garantire la continuità di business, salvaguardando, allo stesso tempo, la salute pubblica. Dall’indagine emerge che molte società Internet di alto profilo come Facebook e Twitter hanno dichiarato la propria intenzione di consentire ai dipendenti di lavorare da casa a tempo indeterminato. La maggior parte dei dipendenti intervistati da Eurofound nel luglio 2020 ha dichiarato che una combinazione tra lavoro agile e lavoro in presenza sarebbe la soluzione migliore. Infatti, il 32% preferirebbe lavorare da casa più giorni la settimana mentre solo il 13% dei dipendenti vorrebbe lavorare esclusivamente da casa. Non bisogna, infatti, sottovalutare il valore sociale dell’interazione che si ha sul luogo di lavoro e che permette ai dipendenti di interagire tra loro. Ci sarà, quindi, bisogno di un giusto compromesso tra lavoro agile e non in modo da lasciare alle persone maggiore flessibilità e autonomia, a fronte di una maggiore responsabilizzazione, senza, però, eliminare del tutto l’interazione sociale e il lavoro collaborativo.
Pagina aggiornata il 20/12/2024