What just happened? COVID-19 lockdowns and change in the labour market – EUROFOUND

Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Il rapporto pubblicato da Eurofound e intitolato “What just happened? COVID-19 lockdowns and change in the labour market” analizza i forti impatti negativi avuti sul mercato del lavoro a causa dalla pandemia di COVID-19 che ha chiuso o limitato molte attività economiche nel 2020. Le perdite occupazionali all’inizio della pandemia sono state più gravi di quelle registrate durante la crisi finanziaria globale. Importanti diminuzioni delle ore lavorate sono dovute al diffuso licenziamento dei lavoratori sostenuti, tuttavia, dallo stato per cercare di limitare il più possibile i danni economici dei paesi. Infatti, all’inizio della pandemia si è registrato un brusco calo dell’occupazione nell’Unione Europea con oltre cinque milioni di posti di lavoro in meno rispetto all’anno precedente. I lavoratori temporanei sono stati colpiti in modo sproporzionato dalla crisi, rappresentando oltre i tre quarti della perdita netta di posti di lavoro nell’UE27. Piuttosto che un calo dell’organico, il picco della pandemia ha portato ad un aumento della quota di lavoratori occupati che non lavoravano. Questi lavoratori “in congedo” hanno rappresentato circa i due terzi del calo delle ore lavorate. L’intervento statale e il sostegno fiscale si sono rivelati fondamentali per proteggere le economie e i mercati del lavoro di fronte a questo grande shock imprevisto ed improvviso. Inoltre, l’impatto settoriale della crisi è stato disomogeneo e influenzato in gran parte dai blocchi fissati del governo e dalle misure di distanziamento sociale. Le politiche di distanziamento attuate dai governi hanno, difatti, portato a un altro aggiustamento significativo, ossia, il passaggio dal lavoro in presenza al lavoro a distanza per quei lavoratori la cui prestazione poteva essere resa in modalità agile. Proprio per questo motivo, i lavoratori più colpiti dalla crisi sono stati quelli non telelavorabili in settori come hotel, vendite e ristoranti. Anche i settori identificati come essenziali negli Stati membri hanno visto diminuire l’orario di lavoro, mentre i posti di lavoro nei servizi ad alta intensità di conoscenza sono cresciuti durante la crisi poiché questi settori si sono affrettati a trasformare o digitalizzare i processi di lavoro in risposta alle misure di distanziamento sociale e ai livelli più elevati di lavoro a distanza. Al contrario, i lavoratori più vulnerabili hanno sperimentato un forte peggioramento delle loro condizioni socioeconomiche, pertanto, il rapporto di Eurofound sottolinea l’importanza di progettare bene degli schemi di protezione sociale più inclusivi che fungano da cuscinetto sociale e favoriscano, in aggiunta, una corretta inclusione nella transizione al digitale.

Pagina aggiornata il 20/12/2024

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