OECD Economic Outlook. May 2024

Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Diversi segnali indicano che le prospettive globali iniziano a schiarirsi, anche se la crescita rimane modesta. Gli effetti dell’irrigidimento delle condizioni monetarie continuano a farsi sentire, in particolare nei mercati immobiliari e del credito, ma l’attività  economica si sta  dimostrando  relativamente  resiliente, l’inflazione sta calando più rapidamente di quanto inizialmente previsto e la fiducia del settore privato si sta rafforzando. Gli squilibri tra la domanda e l’offerta sui mercati del lavoro si stanno riducendo, visto che il tasso di disoccupazione si è attestato a livelli pari o prossimi ai minimi storici, i redditi reali hanno cominciato a crescere grazie  alla  graduale  diminuzione  dell’inflazione  e  la  crescita  degli  scambi commerciali è tornata positiva. Tuttavia, gli andamenti continuano a divergere da un Paese all’altro, con risultati più modesti in Europa e in gran parte dei Paesi a basso reddito, compensati da una forte crescita negli Stati Uniti e in molte grandi economie emergenti. Secondo le proiezioni dell’OSCE a livello internazionale, nel 2024 la crescita del PIL si attesterà al 3,1%, valore invariato rispetto al 2023, per poi salire al 3,2% nel 2025, spinta dalla ripresa della crescita del reddito reale e dall’avvio della riduzione dei tassi di interesse. Il mix complessivo delle politiche macroeconomiche dovrebbe tuttavia rimanere restrittivo nella maggior parte delle economie, accompagnato da un calo solo graduale dei tassi di interesse reali e da un moderato risanamento dei conti pubblici nella maggior parte dei Paesi nel prossimo biennio. Per quanto riguarda l’Italia, invece, il PIL dovrebbe registrare un aumento pari allo 0,7% nel 2024 e all’1,2% nel 2025. L’elevata inflazione degli ultimi due anni ha eroso i redditi reali, le condizioni finanziarie continuano a essere rigide e la  maggior  parte  del  sostegno  fiscale  straordinario  connesso  alle  crisi  del  COVID-19  e  a  quella energetica è stata revocata, gravando sui consumi privati e sugli investimenti.  La prevista crescita dei salari reali  e  l’attesa  ripresa  degli  investimenti  pubblici  connessi  ai  fondi  di Next  Generation  EU compenseranno solo in parte questi andamenti sfavorevoli. Il principale rischio al ribasso è rappresentato dal ridimensionamento del Superbonus, ossia il credito d’imposta per l’edilizia, che  potrebbe  innescare  una  contrazione  maggiore  del  previsto  degli  investimenti  nel  settore  abitativo.  In un’ottica rialzista, una considerevole ripresa degli investimenti pubblici legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potrebbe, invece, stimolare la crescita. La  rapida  attuazione  delle  riforme  strutturali  in  corso  nei  settori  della  concorrenza,  della giustizia  civile  e  della  pubblica  amministrazione  e  l’aumento  degli  investimenti  pubblici  legati  al  PNRR saranno cruciali per sostenere l’attività nel breve termine e per stimolare la crescita potenziale nel medio termine.

Pagina aggiornata il 16/12/2024

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