Italy – Country report n. 15/167

Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

Il rapporto del Fondo Monetario, redatto con l’obiettivo di individuare le debolezze che impediscono la crescita di un Paese e suggerire percorsi per superare difficoltà al processo di crescita, evidenzia che l’economia italiana sta emergendo gradualmente da una recessione prolungata. Indicatori di fiducia del mercato e finanziarie sono migliorati sostanzialmente dalla fine del 2014, i rendimenti dei titoli sovrani sono scesi a livelli pre-crisi, incoraggiati dal quantitative easing della Banca centrale europea e i costi di finanziamento delle imprese sono scesi: in questo contesto, l’economia dovrebbe riprendersi moderatamente, con il PIL reale previsto in aumento dello del 0,7% nel 2015 (con un miglioramento dello 0,2% rispetto alle stime di primavera) fino a 1,2% nel 2016. A livello nazionale, il governo del primo ministro Matteo Renzi ha definito un programma ambizioso di revisione del sistema politico ed economico in Italia. Tuttavia, la ripresa è ancora fragile, e le prospettive a medio termine sono arrestate da strozzature strutturali, disoccupazione, bilanci deboli, e il debito pubblico elevato. Sono necessarie le riforme strutturali per migliorare la produttività e il clima imprenditoriale, in particolare nel mercato del lavoro e ancor più nella pubblica amministrazione, ritenuta la maggiore responsabile della scarsa produttività del sistema economico (si veda la prima sezione). Il Rapporto sottolinea l’importanza di completare le riforme previste del regime CIG e il sistema educativo, la possibilità di decentrare la determinazione dei salari per rendere il lavoro più sensibili alle condizioni economiche. Capitolo a parte è dedicato al tema delle banche e loro bilanci, snellendo i flussi di credito all’economia, e accelerando la riduzione dei “nonperforming loans”.

Pagina aggiornata il 11/12/2024

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